Normativa Wi Fi pubblico, il Decreto Fare mira a cambiarla

La normativa sul Wi Fi pubblico in Italia potrebbe subire dei notevoli cambiamenti in Parlamento. Peccato che i tempi siano ristretti...

normativa wi fi pubblico La normativa sul Wi Fi pubblico in Italia va sicuramente cambiata: come molti non sanno, gli esercenti che vogliano usufruire della rete (per esempio, un hotel) devono accollarsi una spesa pari a circa 800-900 euro, il che rappresenta uno scandalo, se consideriamo la situazione di molti altri Paesi (quelli nordici, soprattutto).


Il Sole 24 Ore

riporta che il Parlamento è al lavoro per modificare il testo, ma dubitiamo che una nuova normativa vedrà finalmente la luce per una serie di motivi: il primo fra tutti riguarda i tempi entro i quali Camera e Senato dovranno approvare i cambiamenti; si tratta, infatti, di tempistiche ristrette che difficilmente troveranno d'accordo tutti i politici.

Ma vediamo il testo incriminato:

"1. Quando non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, l’offerta di accesso ad internet al pubblico tramite tecnologia WI-FI non richiede la identificazione personale degli utilizzatori. Non trovano applicazione l’articolo 25 del decreto legislativo 10 agosto 2003, n. 259 e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l’assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell’associazione temporanea di tale indirizzo IP al MAC address del terminale utilizzato per l’accesso alla rete internet.

2. Il trattamento dei dati personali necessari per garantire la tracciabilità del collegamento di cui al comma 1 è effettuato senza consenso dell’interessato, previa informativa resa con le modalità semplificate di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e non comporta l’obbligo di notificazione del trattamento al Garante per la protezione dei dati personali".


 Sarebbe il primo punto in particolare a comportare gli 800 euro di cui abbiamo parlato:


“Sono costi e complessità burocratiche - sostiene Paolo Gentiloni del Pd - di cui il Wi-Fi non aveva bisogno”.



Quintarelli, invece, fa notare che cambiare la legge servirà a ben poco, se non si interviene pure sull'utilizzo improprio della rete:


“La metafora è quella dell’automobile. Puoi prestarla a chi vuoi, ma se quello fa un reato sei corresponsabile”.



In altri termini, la normativa sul Wi Fi pubblico non cambierà: qualcuno ci ha provato, ma il Parlamento è ancora invaso da troppi politici inesperti e istituzionalmente inutili.


Via | Il Sole 24 Ore

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