Rembrandt van Rijn, un ritratto è il Google Doodle per il 407° anniversario della nascita

Sono passati 407 ann dalla nascita di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, uno dei più grandi artisti che siano mai vissuti in Europa. Google gli dedica un Doodle, uno dei suoi autoritratti.

Ricche vesti, stanze fumose, pipe di coccio bianco, enormi cappelli piumati - Ecco come ci appare il ‘600, che vediamo ritratto con un realismo sconosciuto ai secoli precedenti. Non sempre questo realismo ha un’anima, purtroppo. Per ritrarre una qualità tanto ineffabile come lo spirito di un secolo serve il tratto di un artista. E ovviamente Rembrandt van Rijn era questo artista, uno dei più grandi della storia.

Un ritratto in homepage

Tra i tanti Google Doodle, quello di oggi risulta quasi inalterato dall’originale. Chiunque sia l’autore, si è guardato bene dal toccare troppo l’opera di un mostro sacro irraggiungibile come Rembrandt. Si tratta di uno dei suoi autoritratti, esposto oggi alla National Gallery di Londra. Le lettere del logo di Google non rompono l’armonia del quadro, essendo per una volta incolori, semplicemente “incise” sullo sfondo.

In tanti hanno cercato di spiegare il tocco miracoloso di Rembrandt, ma senza avere un vero successo. C’è chi l’ha accusato di avere un difetto alla vista che non gli consentiva di comprendere la profondità (eppure la sua prospettiva è perfetta), c’è chi dice che le sue immense tragedie personali fossero una tavolozza tormentata da cui trarre l’ispirazione (eppure Rembrandt fu grande sin da giovane, quando la sua vita era ancora serena). Di sicuro fu un grande osservatore, dotato di cultura e acume. Per dipingere le scene bibliche, si dice, si ispirò ai suoi vicini di casa ebrei per cogliere volti ed espressioni, e la sua esperienza nei testi classici lo aiutò nelle opere allegoriche. Rembrandt fu anche incisore, e possedeva un torchio.

Tra le sue opere si contano oltre 2000 disegni, 400 incisioni e 600 dipinti, per lo più firmati. Fatto curioso: fu il pittore stesso ad aggiungere una “d” al proprio nome, che nei documenti ufficiali rimase sempre “Rembrant”. La piccola modifica avvenne negli anni ’30 del 600, per motivi misteriosi e significativi solo per l’autore.

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