Apple colpevole di aver controllato i prezzi degli e-book, la condanna dall’Antitrust USA













Secondo un giudice della corte federale statunitense Apple è colpevole di aver controllato i prezzi degli e-book in accordo con un gruppo formato da grandi editori. La compagnia di Cupertino respinge le accuse.

È giunta ad un primo traguardo la causa legale che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato contro Apple. L’operazione di antitrust vede come protagonista la nota compagnia di Cupertino assieme a cinque grandi gruppi editoriali. Secondo il giudice federale che ha seguito il processo, questo cartello sarebbe responsabile di aver alzato i costi degli e-book.

Il Cartello


L’azione legale prosegue da un anno, dall’aprile 2012 più precisamente, e prende in esame gli avvenimenti conseguenti all’apertura dell’iBookstore avvenuta nel 2010. Secondo le autorità Apple ha formato un’associazione con i cinque editori Hachette, HarperCollins, Mcmillan, Penguin e Simon & Schuster per contrastare Amazon, in quel momento dominante nel settore emergente, costringendola a spostare il limite dei prezzi per le nuove uscite da 9.99$ a 12,99$ o 14,99$.

Secondo le parole del giudice Denise Cote: "Apple ha giocato un ruolo central nel facilitare tale cospirazione. Ha colto l’attimo e giocato brillantemente la propria mano. Con i contratti di agenzia di Apple come veicolo, i prezzi nella nascente industria degli e-book sono aumentti, in alcuni casi di più del 50$ per un singolo titolo."

Apple si difende


I cinque editori hanno patteggiato mentre Apple è rimasta sola al centro del processo difendendosi da quelle che dice essere false accuse.


La dichiarazione di Orin Snyder, legale di Apple: “Non ha fatto nulla di male. Non ha cospirato con nessun editore per far salire i prezzi e non può essere ritenuta colpevole per una decisione che gli editori hanno assunto in seguito alle condizioni del mercato”.

Via | TechCrunch.com

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