Franz Kafka e la Metamorfosi, un Google Doodle per il 130° anniversario della nascita

Google celebra Franz Kafka con un brillante scarafaggio che torna a casa dal lavoro: è il 130° compleanno di Franz Kafka.

Franz Kafka è nato a Praga nel 1883, e oggi è il 130° anniversario di tale data. Onestamente non credo che Kafka abbia bisogno di grandi presentazioni, ma la tradizione vuole una piccola bio.

L’esistenzialismo ed una morte precoce

Kafka ha influenzato la letteratura ed invero ogni forma di arte, affermandosi come uno dei più importanti scrittori del 20° secolo. Le sue opere hanno definito il genere battezzato dai critici letterari come “esistenzialismo”, e sono delle accurate, spietate analisi dell’alienazione, del conflitto generazionale, della violenza (ed in particolare quella psicologica) e non temono affatto di ridefinire la realtà per comunicare il proprio contenuto - una caratteristica che non è sfuggita all’esegesi, che ha coniato per lui il termine di “allegorismo vuoto”.

Se Kafka infatti non si preoccupa di essere realistico o verosimile, lo fa per dirci qualcosa. Eppure se andiamo a cercare di definire questo significato ci troviamo persi, privi di appigli ed incapaci di trovare il bandolo della matassa del ragionamento dell’autore. Ed è proprio qui che si attiva il meccanismo dell’alienazione.

La metamorfosi

Un’analisi profonda dei testi di Kafka non può non essere convoluta, ma anche restando ad un livello superficiale opere come Il castello, Il processo e La metamorfosi sono eccezionali capolavori letterari, allucinanti nella loro astrazione dalla realtà

Proprio a quest’ultimo, La metamorfosi, Google si è ispirato per il Doodle. Si tratta di un disegno semplice ed elegante che ricorda a tratti quello dedicato ad un altro grande del ‘900, Antoni Gaudì. Il Doodle ci fa vedere un “simpatico” scarafaggio che echeggia l’orribile trasformazione del protagonista di questa novella. Una blatta tutto sommato normale, con tanto di cappello e valigetta. Una blatta che lavora, insomma. Per questo possiamo addirittura invidiarla - al giorno d’oggi, mi sa, anche molte blatte hanno contratti a tempo determinato.

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