Anonymous, arrestati i boss italiani del movimento e decine di perquisizioni

Quattro arresti e decine di perquisizioni in casa Anonymous: fatti fuori i vertici italiani dell'organizzazione dalla Polizia Postale

AnonymousAnonymous allo sbando dopo gli arresti di questa mattina: la Polizia Postale è riuscita a smantellare una presunta organizzazione a delinquere, che - a differenza del nucleo principale - sfruttava il nome del movimento per interessi personali. Ben quattro, le persone in manette: forse tutti i boss italiani del gruppo, ma non ci sono certezze.

Gli hacker arrestati sarebbero gli stessi che hanno attaccato i siti del governo, quelli del Vaticano e, infine, il Parlamento. Decine, invece, le perquisizioni eseguite tra Venezia, Bologna, Roma, Torino, Lecce e Ancona: il materiale sequestrato sarà analizzato dagli esperti, che cercheranno di scoprirne non soltanto l'utilizzo ma anche la destinazione.

L'operazione Tango down, posta in essere da CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), è riuscita a far fuori quattro pezzi grossi di un movimento che ha dato filo da torcere anche a colossi del mondo della tecnologia e dei videogame: pensate, per esempio, al celebre attacco a PlayStation Network, che ha messo in evidenza le disastrose falle nella sicurezza di Sony, visto che la piattaforma è risulata inutilizzabile per oltre un mese.

Da sempre discussa per via dei suoi comportamenti, l'amata odiata Anonymous non si è ancora fatta sentire ma potrebbero anche continuare su questa linea: in fin dei conti, il gruppo di arrestati ha sfruttato il nome per fini e guadagni personali e non per battaglie "etiche".

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