IHS iSuppli, 9,4 milioni di occhiali smart spediti entro il 2016

Non solo Google Glass, per quanto siano i primi: in due anni si creerà un mercato fiorente e milioni di diversi occhiali smart saranno in giro per il mondo. È questo il "next big thing" che il mondo della tecnologia consumer sta aspettando?

IHS iSuppli, un’agenzia di ricerche sul mercato, sembra essere piuttosto fiduciosa sul destino degli occhiali smart. Sebbene i suoi analisti siano pronti ad ammettere che il futuro di questi device dipenda dai Google Glass, secondo le ipotesi anche i concorrenti potrebbero approfittare del mercato che si genererà in pochissimi anni.

Gli utenti adorano l’idea, il potenziale c’è

Il rapporto appena pubblicato da IHS parla di 9,4 milioni di smart glasses spediti tra l’anno scorso ed il 2016, sicuramente cifre modeste se confrontate con quelle attuali degli smartphone - ma paragonabili ai numeri che facevano questi apparecchi prima dell’arrivo della loro “device killer”.

In effetti noi non sappiamo ancora se i produttori riusciranno a sostenere l’interesse del pubblico con un prodotto solido ed utile, lo stesso problema che deve superare l’altro gadget del futuro, lo smart-watch, con la differenza che i Google Glass sono già nelle mani di qualcuno ed invece nessuno sa cosa farà l’iWatch di Apple.

Secondo Theo Ahadome di IHS dipende tutto dall’ecosistema di app usate tanto sugli occhiali, quanto in congiunzione con essi. Non è tanto una sfida hardware, quindi, piuttosto è quella di creare del software valido e desiderabile che sfrutta la tecnologia tutto sommato già matura che sta alla base degli occhiali smart. Sempre per riportare la situazione ad un parallelo concreto: è quello che BlackBerry sta cercando di superare per rendere il suo BB10 un sistema operativo affermato.

I suggerimenti di IHS per le funzioni da supportare

Gli analisti cercano anche di suggerire la direzione da intraprendere per le funzioni future di uno smart glass di successo. Ahadome infatti si è preparato una lista di soluzioni adatte a queste piattaforme.

  • Aggiornamenti in tempo reale per i viaggi
  • Raccomandazioni basate sulla posizione dell’utente per ristorazione e servizi
  • Recensioni mirate sull'utente
  • Informazioni sui valori nutritivi delle merci visionate
  • Informazioni sulle generalità degli individui incontrati
  • Individuazione di gusti comuni
  • Ahadome, insomma, ci sta parlando di realtà aumentata e di “Internet of things”, solo che non sono le “cose” a parlarci, ma gli occhiali a tenerci piuttosto informati su tutto quello che vediamo. Di sicuro ad un poliziotto o concierge tutto questo sarebbe davvero utile.

    Se invece i Google Glass si rivelano essere una semplice telecamera attaccata agli occhiali, il successo futuro è zero - ma si sono già rivelati qualcosa di più, vero?

    Via | ZDNet

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