Zuckerberg, Schmidt e Mayer fondano FWD.us, insieme per la riforma sull'immigrazione USA

I boss di Facebook, Google, Yahoo e Linkedin fondano un'organizzazione sociale e politica bipartisan che mira a una riforma sull'immigrazione per favorire un'"economia della conoscenza".

FWD.usMark Zuckerberg torna a far parlare di se, ma questa volta non si tratta nè di Facebook nè di Home, la nuova "faccia" del social network su Android. Oggi nasce FWD.us, forma contratta di Forward Us (traducibile con un orrendo "inoltraci", ma anche come "avanti US"), un'iniziativa d'impegno sociale e politico appoggiata dal giovane programmatore miliardario e da altre personalità eccellenti della Silicon Vallety.

A fianco di Zuckerberg troviamo Eric Schmidt, il CEO di Google già impegnato nella lotta a favore della Internet Neutrality, ma anche Mariss Mayer e Reid Hoffman, rispettivamente il boss di Yahoo e co-fondatore di Linkedin.

L'obbiettivo è quello di promuovere una riforma sul rigido sistema di leggi sull'immigrazione USA, che stando a quanto dichiarato ieri da Zuckerberg nel "manifesto" di FWD.us sul Washington Post segue "una politica inadeguata col mondo moderno", sopratutto per "una nazione di immigranti" qual'è gli Stati Uniti d'America.

"Per guidare il mondo in questa nuova economia abbiamo bisogno delle persone più capaci e determinate" -- scrive Zuckerberg -- le stesse persone che paradossalmente gli Stati Uniti allontanano costantemente dai suoi confini perchè non sono in possesso dei requisiti per ottenere un permesso di soggiorno permanente: la tanto ambita Green Card.

I punti fondamentali di FWD.us per ora sono tre: una riforma delle leggi sull'immigrazione che comporti il suo "ammorbidimento", maggiori investimenti sulla scuola per innalzare lo standard dell'istruzione e infine un aumento degli investimenti nella ricerca scentifica, a patto però che i benefici li ottengano i cittadini comuni, non solo un'elite.

"Cambiamenti come questi non capitano da soli", conclude Zuckerberg, ribadendo la necessità della costruzione di un'"economia della conoscenza" capace di creare più lavoro, innovazione e investimenti.

Via | The Washington Post

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