Google Glass, vicino l'invio alle terze parti (bruttissime sorprese per qualcuno)

Google Glass I Google Glass stanno per essere inviati a tutti coloro che hanno partecipato al concorso di febbraio e a quelli che, contattati successivamente, anche in questi giorni, hanno richiesto di poterli utilizzare per sperimentare applicazioni nuove e interessanti. Tutto, ovviamente, dietro il pagamento di 1500 dollari, che, per fortuna, non rispecchiano la cifra da richiedere al consumatore finale (anche se questa sarà sicuramente superiore ai mille dollari). Vediamo tutti i dettagli.

Produzione iniziata, spedizioni vicine, problemi risolti


Sarà Foxconn a occuparsi dell'assemblaggio degli occhiali intelligenti, per una produzione targata solo e soltanto USA: è una quantità ridotta, quella che i dipendenti saranno chiamati a produrre, ma comunque testimone del fatto che i problemi iniziali legati all'interfaccia sono stati superati.

Anche Google dice "no"


Peccato che le buone notizie non riguardino tutti gli sviluppatori: tra gli ultimi arrivati c'è anche chi è stato contattato da Google direttamente su Twitter, per via di alcune infrazioni al regolamento; pur essendo un'idea carina, la loro, Big G ha messo in evidenza che violava i termini del concorso (come era ovvio che fosse, sempre con lo stesso fastidioso messaggino).

Ma perché?


"Abbiamo bisogno - ha spiegato Google su Google + e Twitter - di feedback onesti da parte di persone affascinate ed eccitate da questi occhiali, ma anche da parte di persone critiche e scettiche nei loro confronti. Detto ciò, è apparso chiaro che alcune intenzioni non rispettano i nostri termini e stiamo per eliminare chi le ha evidenziate. Non bisogna essere dispregiativi, offensivi, minacciosi, diffamatori, denigratori, mettere in mostra contenuti non appropriati al contesto, indecenti, sessuali, profani, discriminatori o che promuovono odio e violenza nei confronti di qualsiasi gruppo o persona. Tutto deve essere conforme con lo spirito di #ifihadglass".

La critica, dando un'occhiata veloce ad alcuni tweet, riguarda soprattutto contenuti a sfondo sessuale e violento, che, ovviamente, non avrebbero mai potuto essere compatibili con le intenzioni di un'azienda a misura di bambino.

Via | Nymag.com

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