Droni volanti come corrieri verso le zone disagiate?

I droni volanti hanno sollevato diverse polemiche negli ultimi tempi, specie nella città di New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha deciso di utilizzarli per il controllo del territorio e la sicurezza urbana, contribuendo alla loro proliferazione selvaggia. Anch’io mi unisco al coro di critiche per la presenza invadente di questo nuovo Grande Fratello, che viola la privacy delle persone, turbandone la sfera privata, ma il primo cittadino della Grande Mela la pensa in modo diverso e dice che dovremo abituarci a questo tipo di sorveglianza.

Non mi rassegno all’idea che debba andare per forza così, ma il mio parere conta meno di zero, quindi vi prego di scusarmi per averlo espresso. Nel futuro di questi aeromobili a pilotaggio remoto si aprono però anche altre prospettive, alcune delle quali più facili da digerire. Non so se sia il caso di quelle previste da Matternet, una giovane azienda californiana che spera in una proliferazione diversa, finalizzata a facilitare la vita delle persone.

Al momento il progetto è allo stato embrionale, ma potrebbe prendere forma in tempi non eccessivamente lunghi, se il ciclo di sviluppo andrà per il verso giusto.

Aiuto per zone disagiate

I manager di questa realtà imprenditoriale stanno pensando all’impiego con mezzo per aiutare le zone disagiate in termini di fornitura di generi di prima necessità. Fatico a credere che si possa trattare di cibo, a meno che non si pensi a pillole da astronauta. Mi riesce più facile pensare al trasporto di farmaci in zone difficilmente accessibili. Gli uomini di Matternet pensano anche alla possibilità di veicolare lettere verso gli stessi siti, facendo del drone una sorta di postino gestito a distanza, via computer, con un ciclo completamente automatizzato.

Molte perplessità

L’idea, sulla carta, ha pochi punti di luce e molti d’ombra. Inoltre ci sono dei limiti tecnici ed economici con cui fare i conti. I test, intanto, vanno avanti. Ma con tutti questi aggeggi volanti non rischiamo di dover guardare sempre il cielo, per cercare di proteggerci da un’eventuale manovra azzardata o magari da un’avaria? Allora, anche se vi darà fastidio, torno a far sentire il mio parere: spero che i droni non prendano piede su larga scala!

Via | Generation-nt.com

  • shares
  • Mail