Progetto pilota di smarter traffic a Eindhoven con IBM ed NXP

Sappiamo tutti quante persone perdono la vita sulle strade, spesso per fattori legati ai problemi della rete viaria. La possibilità di monitorare e intervenire in tempo reale quando qualcosa non funziona o in presenza di imprevisti può aiutare a ridimensionare il dramma, andando incontro anche all’ambizioso programma di sicurezza nelle arterie di comunicazione varato dalla Commissione Europea, che punta a ridurre del 50% le vittime della mobilità su due e quattro ruote nell’arco di pochi anni.

Grande, in tal senso, l’interesse per le soluzioni intelligenti messe in atto, nell’ambito di un progetto pilota di smarter traffic, dalla città olandese di Eindhoven, avvalendosi della collaborazione tecnologica di IBM e NXP Semiconductors N.V., di cui sono stati annunciati i primi risultati. La logica che presiede all’esperimento nasce dall’integrazione tra i dati provenienti dai sensori a bordo delle auto e quelli del traffico stradale, per gestire gli elementi critici in modo veloce e protettivo.

Si realizza così una rete di veicoli connessi che condividono automaticamente i dati di frenata, accelerazione e posizione, poi analizzati dall’autorità centrale del traffico per individuare e risolvere i problemi della rete stradale. Le informazioni giungono in forma anonima alla centrale operativa, senza uno specifico riconoscimento del veicolo, per tutelare la privacy, ma consente un monitoraggio intelligente che permette di avere un quadro reale più chiaro e di intervenire prontamente ove dovessero emergere dei fattori critici sulla piattaforma viaria.

Così si possono ridurre gli ingorghi, migliorare i flussi ed evitare situazioni potenzialmente pericolose. I diversi operatori e le squadre di pronto intervento sono pronti ad agire in caso di necessità. La sperimentazione, condotta su 200 vetture “cavia”, si è rivelata fruttuosa, offrendo una buona banca dati per affinare il pacchetto e trasferirlo su più ampia scala.

Ogni auto coinvolta è stata dotata di un dispositivo contenente il chip di NXP “ATOP”, che raccoglie i dati di rilievo dal sistema di comunicazione centrale del veicolo (CAN-bus). Gli elementi più significativi rilevati dai sensori (buche, gelo sulle strade etc.) sono stati raccolti nel mezzo e trasmessi all’IBM Smarter Traffic Center in cloud, per essere acquisiti e rielaborati per la particolare missione, con una congrua capacità di calcolo.

Una vera miniera di informazioni per i funzionari di controllo del traffico, che possono avvisare delle situazioni critiche gli automobilisti aderenti al progetto tramite smartphone o dispositivo di navigazione incorporato, quando si trovano nelle vicinanze della zona potenzialmente pericolosa.

Via | Ibm.com
Foto | Mashable.com

  • shares
  • Mail