SpaceTop 3D, il desktop in realtà aumentata nato sotto la stella di Microsoft

È possibile visualizzare l'evoluzione delle interfacce grafiche come un sentiero parte dalla linea di comando, passa per Apple Macintosh ed arriva al touchscreen dell’iPad e dell’iPhone.

Forse Jinha Lee, studente del MIT e stagista di Microsoft, è un po’ troppo lineare con questa schematizzazione - Ma ha per le mani qualcosa di piuttosto spettacolare, che potrebbe addirittura essere epocale: SpaceTop 3D, un desktop tridimensionale, olografico. Una GUI che potrebbe essere il prossimo passo.

Jinha Lee l’anno scorso ha creato un interessante software chiamato ZeroN, una sfera di metallo levitante che può registrare tutte le maniere in cui viene mossa dall’utente. Quest’anno, però, ha fatto uno stage da Microsoft e si è preso una pausa dal suo dottorato al MIT per creare questo interessante progetto, presentato oggi al TED.

L’utente infila letteralmente le mani “dentro” lo schermo, per meglio dire dietro ad un display LED trasparente, per manipolare gli elementi. Le sue mani sono rilevate ed analizzate dalle telecamere - Una delle quali è puntata agli occhi, per creare la giusta prospettiva. Le gesture possono poi essere più specializzate di afferrare e muovere, consentendo operazioni avanzate.

Abbiamo visto in questi due giorni una pletora di nuove interfacce, e gadget interessanti ed innovativi, ma questo di tutti è il più futuribile. Lascia solo un po’ perplessi che per godersi questa realtà aumentata sia necessario guardare attraverso un vetro fisso. Un paio di Google Glass non sarebbero forse meglio? Forse però sto correndo troppo con la fantasia…

Ma torniamo a noi: Jinha Lee fonde assieme le feature del Kinect alla visualizzazione in 3D, rendendo entrambi utili e liberandoli delle loro debolezze. Agli uomini piace agire fisicamente, ma hanno bisogno di feedback, di riscontro. Non devono parlare ad un pezzo di vetro né tanto meno agitare le mani a vuoto. Questo desktop 3D dà loro proprio il genere di interfaccia che restituisce sensazioni, se non tattili almeno visive.

Sarà il futuro a decidere se un cambiamento tanto radicale delle nostre GUI è fattibile. Di sicuro la tecnologia alle sue spalle è tutto meno che fantascientifica: il successo sta tutto nella capacità degli esseri umani di abbracciare un progresso in tale direzione.

Via | Wired

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