Da Londra il computer che non crasha mai


I computer con cui siamo abituati ad aver a che fare lavorano in maniera lineare seguendo una serie di processi che si susseguono sempre nello stesso modo. Per quanto possa essere difficile accorgersene, ormai, anche utilizzando più programmi aperti alla volta la macchina non esegue le istruzioni simultaneamente, assegnando invece le risorse a ciascun processo, uno alla volta, molto rapidamente.

Le istruzioni vengono eseguite sequenzialmente, prese e rimesse in memoria ogni qualvolta è necessario un calcolo. Ovviamente questo rende poco adatto il computer al lavoro in tempo reale ed a rischio di crash.

Non è questo il caso, però, del computer costruito da Christos Sakellariou e Peter Bentley, in funzione alla University College London. L’idea di questo calcolatore si basa sui parametri mutevoli e caotici della natura stessa che conferiscono al sistema adattabilità ed una maggior tolleranza degli errori.

Grazie a questa “casualità” nell’esecuzione delle sue funzioni, il computer è in grado di gestire più operazioni simultaneamente e, secondo i creatori, di rappresentare meglio la realtà.


“La natura non è così [sequenziale]” dice lo scienziato informatico Peter Bentley. “I suoi processi sono distribuiti, decentralizzati e probabilistici. Tollerano gli errori e sono in grado di auto-risanarsi. Un computer dovrebbe essere in grado di fare ciò.”

Il computer, definito “sistemico”, unisce dati ed istruzioni in un unico ente chiamato, appunto, sistema. Questo significa che i dati sono uniti alle informazioni su cosa fare con essi. In questo modo, qualora uno di questi set di istruzioni venisse a mancare, il computer potrà andare a selezionarne uno nuovo piuttosto che crashare.

I sistemi vengono presentati in base ad un numero generato in maniera pseudo-casuale piuttosto che seguendo un contatore. Questi poi portano a termine le proprie istruzioni simultaneamente senza che vengano date una priorità o una precedenza.

Secondo Bentley il computer lavora persino più velocemente di quanto si aspettassero ed i due creatori gli stanno insegnando a riscrivere il proprio codice in modo da reagire ad eventuali danni o cambiamenti del suo stesso ambiente.

Via | TheVerge.com

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