Jusp per pagamenti con smartphone che leggono carte di credito

Jusp smartphone

Quando uno smartphone diventa addirittura un bancomat c’è davvero poco da criticare: vuol dire che la tecnologia ha raggiunto livelli indescrivibili, anche se in Italia sistemi di pagamento del genere sono ancora poco sviluppati. Oggi vogliamo parlarvi di tre nuove soluzioni, di una italiana in particolare, che consentono di effettuare le operazioni economiche di tutti i giorni attraverso il proprio melafonino, Samsung e non solo (ammesso che abbiate voluto spendere fior fior di quattrini per un dispositivo dell’ultima generazione): sono i tedeschi Sumup e Paylevel, oltre all’italiano Jusp.Il Sole 24 Ore ha fatto un’accurata indagine su tutti e tre i servizi, che identificano, ovviamente, tre dispositivi sì diversi ma altresì affini nel loro funzionamento-base: si inserisce la carta nel lettore collegato allo smartphone, si digita l’importo e si conclude l’operazione in brevissimo tempo e nella più assoluta sicurezza.

Il quotidiano ha fornito tutti i dettagli necessari alla valutazione dei servizi: Jusp avrà il prezzo di commissione più basso – 2,70 euro – e un costo totale di 39; l’aggeggio va collegato alla presa audio dello smartphone ed è l’unico che può leggere anche il bancomat; è il più grande per dimensioni – hanno poi precisato – in quanto a display e tastierino.

L'impatto pratico di Jusp – ha spiegato Giuseppe Saponaro, co-fondatore di Jusp – è che sarà possibile pagare con le carte di credito il bancomat anche l'artigiano che verrà a casa ad effettuare dei lavori, il medico in visita domiciliare e il tassista, ovvero il fattorino che consegna a casa la pizza o altri prodotti. L'accoglienza iniziale dei piccoli esercenti è stata entusiasta, abbiamo raccolto migliaia di richieste per la partecipazione alla beta che purtroppo prevede solo 400 unità e abbiamo quindi una lunga lista d'attesa”.

L’obiettivo – ha concluso Saponaro – è quello di raggiungere 50mila esercizi commerciali nel 2013 in tutto il mondo. In Italia, però, la situazione è ancora complicata:

Il settore dell'accettazione delle carte di pagamento è ancora poco sviluppato in Italia. Tantissimi piccoli esercenti non accettano le carte di pagamento per motivi funzionali (lavorano in mobilità) ed economici (alti costi dei POS bancari). Ci sono circa 4 milioni di merchant (artigiani, commercianti, liberi professionisti) che oggi non accettano carte”. Purtroppo.

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