Apple riga dritto dopo Foxconn, la Grande Mela contro il lavoro minorile

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Apple ha imparato bene la lezione di Foxconn, azienda cinese conosciuta da tutti, ormai, per sfruttare senza ritegno tutti i suoi dipendenti (passerà alla storia, per esempio, lo scandalo che ha coinvolto Nintendo l’anno scorso). Ecco perché non può permettersi di sbagliare nuovamente: “trasparenza” e “rispetto” sembrano essere diventare le parole chiave del rapporto fra la compagnia e i terzi che con questa entrano in contatto. Scoprite assieme a noi perché. Apple ha pubblicato un rapporto in cui sottolinea che tutte le relazioni con aziende che sfruttano la manodopera minorile verranno meno in questo 2013. A Cupertino, infatti, sono intenzionati a sospendere qualsiasi intesa con Guangdong Real Faith Pingzhou Electronics: l’azienda avrebbe commesso ben settantaquattro violazioni l’anno scorso, tutte legate allo sfruttamento del lavoro minorile; ma non è finita qui: oltre ad aver cessato qualsiasi rapporto, Apple ha pensato bene (per fortuna) di denunciare l’agenzia di lavoro che forniva la manodopera all’azienda, soddisfacendo alla grande le aspettative.

"I bambini – ha spiegato la compagnia – sono ritornati presso le loro famiglie, mentre a Guangdong Real Faith Pingzhou Electronics è stato richiesto di provvedere alle spese di viaggio per facilitare il ritorno a casa”.

Speriamo che questioni del genere diventino, in un lontano domani, soltanto un ricordo…

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