Storage Spaces, un’interessante novità di Windows 8 (quando funziona)

Logo di Windows 8Storage Spaces è una delle funzionalità più interessanti – almeno, per quanto riguarda la gestione dei dischi – di Windows 8. Ritirata dal mercato la gamma di Windows Home Server e rimosso Drive Extender, Storage Spaces è l’unico strumento capace di gestire i file system per organizzare i dati in dischi virtuali a partire dagli hard disk esistenti. In pratica, Storage Spaces permette di sommare la capacità dei singoli drive per ottenere un unico grande spazio per la memorizzazione di massa: è simile alle configurazioni in RAID.

A differenza del RAID, Storage Spaces non obbliga all’utilizzo di hard disk identici e montati sullo stesso controller: i dischi possono essere di capacità o tipologie differenti e opzionalmente connessi via USB. L’importante è che abbiano tutti lo stesso file system - NTFS, nello specifico di Windows 8. Windows Server 2012 supporterebbe pure ReFS, un nuovo file system di Microsoft, col quale però non possono essere formattati i supporti rimovibili. Chi utilizza dei sistemi operativi UNIX-like avrà già pensato al device mapping.

E, infatti, Storage Spaces è un equivalente per Windows 8 del Logical Volume Manager (LVM) di Linux che può essere implementato da BSD e Solaris: la soluzione di Microsoft prevede il thin provisioning, ovvero un ampliamento virtuale dello spazio fisico a disposizione in base all'utilizzo delle quote degli utenti — introdotto in Device Mapper (DM) a partire da Linux 3.2. Storage Spaces non richiede grandi capacità tecniche per essere configurato e offre un discreto equilibrio fra caratteristiche avanzate e semplicità d’utilizzo.

Il problema è che non sempre Storage Spaces garantisce l'efficienza della gestione dei dischi: nonostante le opzioni configurabili siano relativamente poche, è facile sbagliare qualcosa e comprometterne il funzionamento. Una situazione riscontrabile soprattutto scegliendo la modalità parity – l’altra è mirrored – con drive di capacità diverse. Quest’ultima non richiede hard disk delle stesse dimensioni, ma crea diverse difficoltà qualora non lo fossero e in sostanza lo Storage Pool configurato potrebbe non funzionare del tutto.

Ulteriori malfunzionamenti di Storage Spaces sono riscontrabili aggiungendo dei supporti connessi via USB, ecc. a quelli collegati al controller SATA. Dovrebbe essere una delle caratteristiche principali dello strumento, ma è molto difficile che funzioni correttamente: qualcosa del genere avviene creando dei dischi virtuali con drive di capacità diverse fra loro — a prescindere dalla scelta fra le modalità parity o mirrored, delle quali abbiamo parlato poc’anzi, e dall’interfaccia di collegamento. Ostacoli d’una certa rilevanza.

Se non bastasse, Storage Spaces rallenta la velocità di trasmissione dei dati in lettura e scrittura: soddisfare via software un’esigenza normalmente implementata in hardware non è l’ideale e rispetto a LVM per Linux la soluzione di Microsoft è davvero limitata. Utilizzando degli hard disk identici e collegati allo stesso controller, invece, Storage Spaces funziona piuttosto bene. È lecito domandarsi, a queste condizioni, perché non tornare al RAID. Storage Spaces è una novità di Windows 8 e come tale otterrà dei miglioramenti.

Via | Ars Technica

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