Come muovere i primi passi nell'elettronica




A grande richiesta oggi spiegherò brevemente come intraprendere i primi passi nel campo dell’elettronica.

Come prima cosa è bene dire il materiale di base indispensabile per realizzare qualsiasi circuito:

  1. pinzette, molto utili per la presa e posizionamento dei componenti, soprattutto il coccodrillo definito “third hand” perché ci aiuta moltissimo in fase di saldatura proprio come se fosse una terza mano;
  2. cavo telefonico o ethernet per ricavare i fili da usare nei collegamenti;
  3. forbice da elettricista, robusta e tagliente per accorciare i reofori dei vari componenti e non solo;
  4. piega reofori, serve a piegare i “piedini” dei componenti della giusta larghezza. Questo attrezzo non può essere definito fondamentale per iniziare, però, visto che l’occhio vuole la sua parte, aiuta a creare schede “belle” e ordinate.
  5. breadboard, comoda per testare i nostri progetti prima di andarli a realizzare concretamente.
  6. saldatore a penna e stagno, acquistabili anche al supermercato a pochi euro.
  7. schede mille fori, molto pratiche perché permettono di realizzare schemi -anche complessi- in poco tempo senza dover ricorrere ad acidi etc.

Il primo circuito che si realizziamo e che tornerà sempre comodo è un alimentatore stabilizzato da tensione di rete a 9V.


Ingredienti (nell’ordine da sinistra a destra):

  • trasformatore 230-9V;
  • PT1 ponte a diodi;
  • C1 condensatore elettrolitico da 470µF 25V;
  • C2 condensatore ceramico da 47nF;
  • 7805 stabilizzatore di tensione;
  • C3 condensatore ceramico da 47nF;
  • C4 condensatore elettrolitico da 330µF 16V.

Il montaggio non richiede più di 5 minuti e per le polarità vi invito a seguire i simboli riportati nell’immagine sotto. L’ingresso “IN” è dato dall’uscita alternata in bassa tensione del trasformatore che deve entrare nel ponte a diodi e precisamente nei due piedini contraddistinti dal simbolo “~”.


L’alimentatore così realizzato lo potrete utilizzare per testare anche il caricatore Nokia USB: basta collegare una presa USB all’uscita del circuito.
Sotto un mio alimentatore di potenza in grado di gestire una decina di Ampere grazie ai 4 transistor TIP35: per il raffreddamento ho riadattato un dissipatore della CPU.



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