Parte il World Post Day: dopo il .post l'obiettivo è il dominio .mail, il rivale è Google

Già tre anni fa i servizi postali mondiali, tra i quali anche Poste Italiane, hanno iniziato a progettare l’apertura del dominio di primo livello .post con l’ICANN, l’ente americano indipendente e no profit che si occupa dei domini. Lo scopo è di creare un’infrastruttura più sicura per le poste pubbliche e private di tutto il mondo.

Riunitesi a Doha per la conferenza Universal Post Union - World Post Day, le poste globali decidono le strategie da seguire per non perdere di rilevanza e per portare il proprio business online. I sentieri proposti per il nuovo mercato sono la facilitazione del trading, i servizi finanziari ed i servizi postali online.

Lungi da essere solo buste e francobolli, la posta del nuovo millennio si occupa di fornire comunicazione sicura e spedizioni di pacchi - Il numero di lettere diminuisce, quello dei colli da spedire aumenta a causa del fiorire dell’e-commerce.

Per il momento i servizi elettronici postali sono ancora un’esigua percentuale degli incassi. Da oggi (come annunciato dall’UPU) il dominio .post è attivo ed è di primo livello, esattamente come .com. Può sembrare poco intuitivo, ma dal punto di vista amministrativo e della sicurezza è molto importante. Ora è possibile creare delle comunicazioni speciali, riservate alle poste e pertanto riconoscibili. Non sarà più possibile truffare il prossimo, solo i servizi postali legittimi avranno accesso al dominio .post.

Purtroppo, però, non tutte le cose vanno ancora come dovrebbero andare. La posta tedesca per esempio vorrebbe piuttosto un dominio .epost, per ricordare il proprio servizio già attivo - ma è solo un paese tra tanti. Molto più difficile da gestire è la situazione americana: da un lato il Postal Service statunitense preferirebbe il dominio .mail, che per il loro inglese è molto più riconoscibile (al contrario di “post” che è generalmente assommato alla stampa giornalistica). Dall’altro c’è Google, che brama di mettere le mani su .mail per motivi commerciali - basti pensare a come potrebbe ridefinire l’indirizzo di Gmail.

L’Italia è sul fronte di questa “guerra” per stabilire un dominio univoco, promuovendo proprio il .post. Con questo nuovo “territorio” sarà possibile spedire “mail cartacee” senza inviarle fisicamente, oppure ottenere un tracciamento dei pacchi in tempo reale sicuro.

Vedremo come le nostre Poste Italiane intraprenderanno il cammino verso questo futuro commerciale, se si svilupperanno o se piuttosto rimarranno imprigionate nel limbo in cui galleggiano quei servizi elettronici che hanno già attivato: promettenti ma gestiti in modo insoddisfacente.

  • shares
  • Mail