TechCrunch Italy, diretta live streaming dell'evento dedicato alle startup italiane

TechCrunch ha dato il via oggi a Roma un evento live, TechCrunch Italy, creato in collaborazione con Populis e Mind the Bridge Foundation. Potete seguire l’evento live nell'embed dopo il more, mentre nel frattempo io farò un liveblog da qui.

Ci saranno degli speaker d’eccezione, e gli argomenti sono estremamente interessanti per chi vive nel (e DEL) mondo della Grande Rete e dei social media.

Segue tutto il livestreaming dell'evento, conclusosi alle 17:40. Buona lettura.







Al momento stanno venendo presentati i pitch di alcuni startup italiani. La seconda a salire sullo stage è Francesca Romano, di Atooma.

Questa giovane imprenditrice presenta uno startup per potenziare gli smartphone. Atooma è un “tocco di magia”, che attiva il text to speech mentre stiamo guidando, oppure spegne il wifi automaticamente mentre usciamo di casa, o ci connette automaticamente ai social network. Come funziona? Beh, l’interfaccia crea delle macro che compiono un’operazione quando ci sono delle condizioni specifiche. Interessante, e molto adatto alle esigenze moderne e al lavoro che sta facendo Apple con il suo personal assistant Siri.

Se gente come Robert Scoble e qualche importante Angel Funder statunitense sembra amare l’idea di Atooma, c’è da chiedersi perché debbano faticare - forse perché sono italiani?

L’app assomiglia ad altri prodotti o "launcher"- ma Atooma è mobile. Questo tende a contare parecchio nell’economia odierna. E la domanda più interessante è se consuma un sacco di batteria - La risposta è che potrebbe farlo se usa certe funzioni avanzate dello smartphone, come il GPS, ma di base non lo fa.

Come sono create le macro? Sono preprogammate? Questa domanda me la sono fatta anche io. Al momento l’app è su Android. Accede a tutte le API delle altre app che sfrutta - ma su iOS non può funzionare perché le API sono difficili da sfruttare su questo sistema.

Andrea Gianangelo con YouBenda. La sua startup fa software che permette di accedere ai documenti legali, a partire da quelli per il Web. A quanto pare i documenti legali sul web sono innumerevoli ma tutti molto simili - se vi serve di generare un qualsiasi documento come una privacy policy, loro sono i vostri uomini.

Andrea Gianangelo con IouBenda. La sua startup fa software che permette di accedere ai documenti legali, a partire da quelli per il Web. A quanto pare i documenti legali sul web sono innumerevoli ma tutti molto simili - se vi serve di generare un qualsiasi documento come una privacy policy, loro sono i vostri uomini.

Il pitch è stato rapidissimo. Dopo tutto è un mercato parecchio circoscritto quello di IuBenda. Ma qual’è il valore di questo mercato? Secondo Andrea Gianangelo l’obiettivo è di lavorare attraverso agenzie o provider, con il servizio comprato in bundle, non direttamente. L’utente finale ama il prodotto ma non andrà a cercarlo direttamente. Chi è questo utente finale? Ovviamente il web developer, che sarà aiutato in un compito estremamente noioso.

La votazione del pubblico (i cartellini verdi) è stata estremamente buona, per un prodotto di nicchia come questo.

Secondo il presentatore noi italiani abbiamo dimostrato di essere un po’ freddini. Questi sono i tweet che arrivano: “Sono vivi quelli che stanno in platea?”. In una manovra molto all’americana sta chiedendo al pubblico di “produrre il suono dell’eccitazione”. Beh, posso dire onestamente che ci ha provato, ma da gente emotiva quali noi siamo, ci è un po’ difficile dimostrare entusiasmo a comando. Anche con la musica tunz tunz!

Ed arriva Marco Magnocavallo, fondatore di Blogo ed ora Angel Investor.

Marco ci dà il benvenuto, e chiama quattro responsabili di startup. Il primo è Antonio Tamarchio di Belotoo. Compagnia creata da un anno, ha traffico da tutto il mondo. Poi abbiamo Elena di Timbuktu, un giornale che aiuta i giovani genitori a trovare i contenuti adatti ai propri figli. Verrà lanciato tra un paio di mesi: ci sono molti progetti in corso in questo startup per connettere genitori e figli per scoprire novità ogni giorno. Il modello è Freemium. Segue Augusto Marietti, che vuole monetizzare il traffico cloud con il suo startup Mashape. Guk Kim di Cibando è il successivo. Il suo startup è un motore di ricerca di ristoranti, con informazioni e valutazioni sui vari locali. Compaiono anche contenuti che permettono di visualizzare i locali e esplorarli.

Mashape è mirato particolarmente agli sviluppatori. Marco ha chiesto al CEO se è necessario per il suo startup lavorare a Silicon Valley. Secondo Augusto è davvero necessario: ci sono settant’anni di cultura e ed un’economia pronta a ricevere gli startup.

Marco chiede come va con i party - Strana domanda, ma i fundraiser sono una parte integrante della vita finanziaria in America. Secondo Augusto, è solo il duro lavoro a pagare.

Guk Kim parla di Cibando - e dei suoi finanziatori tedeschi, di Berlino. Che ci siano dei tedeschi disposti a investire in Italia è forse un po’ impressionante. È fantastico che sia andata così, però.

Elena Favilli di Timbuktu è ora la protagonista e ci parla di com’è essere una ragazza imprenditrice a Silicon Valley - Beh, è pieno di ingegneri e sviluppatori, quelli che gli americani chiamano “neckbeards”. Ma nonostante il clima da fraternity americana, il team tutto femminile di Timbuktu ce l’ha fatta ad adeguarsi all’America. Gli investitori sono rimasti impressionati da un’app che coinvolge sia genitori che bambini - un’applicazione educational che insegna ai giovani genitori anche più di quanto non faccia al loro bambini.

Ovviamente la difficoltà più grande è stata la user experience. Ci sono molti prodotti nominalmente creati per i bambini, ma fatti pessimamente. Timbuktu è creato proprio attorno al design ed all’usabilità (perdonatemi il termine).

Antonio Tamarchio parla di globalità e startup capaci di diffondersi in tutto il mondo. Secondo questo imprenditore è il team la prima problematica da risolvere per uno startup internazionale efficace: deve essere gente capace di lavorare su ogni mercato. Seconda difficoltà: creare il prodotto migliore possibile concentrandosi sull’user experience. Terzo, creare una fusione armoniosa di internazionalità e user experience in modo da affrontare tutti i mercati. Un global business è una sfida unica. Però paga: Beigntoo ha ottenuto fondi proprio perché il focus è stato internazionale da subito.

Aggiornamento 10:47.
Torna lo speaker e ci parla un po’ di luoghi comuni sull’Italia: secondo lui (vorrei ben vedere) sono decisamente superati. Appare il vecchi video Flash che prende in giro le abitudini stradali degli italiani, quelle di parcheggiare in 10 sullo stesso posto ed investire i pedoni. L’ho visto circa 10 anni fa per la prima volta, credo.

Ora presenta Giuseppe Zocco, imprenditore italiano storico e VC chiave con Index Ventures.

Aggiornamento 10:50. Giuseppe ci parla di come abbia più di qualche imprenditore con Index Ventures. Secondo lui la maniera californiana di investire è di creare uno stretto rapporto con lo startup, aprire loro le porte, comunicare, non lasciarli mai soli. L’investitore diventa a tutti gli effetti un membro del team. Spesso inizia con gente in un garage, ma Index Ventures investe anche in business già avviati, moltiplicando le loro risorse e facendoli crescere vertiginosamente.

Aggiornamento 10:59: Come è cambiato il panorama degli investimenti VC? Sono ancora considerate industrie giovani e di frangia, limitate alla California? In realtà secondo Giuseppe si stanno lentamente diffondendo in Europa.

C’è un sacco di capitale al momento “sotto chiave” in Europa, che dovrebbe essere più disponibile per gli startup. Ma le regole stanno cambiando, anche se è difficile portare l’investitore pubblico a fare le scelte dei VC.

In UK si sta cercando da qualche tempo di creare un mini-NASDAQ. In Italia non c’è una cosa del genere, ma sarebbe molto importante avere interessi nel mercato più vicino a casa - una regola generale per uno startup. La Borsa di Milano è abbastanza sfruttata, ma ci sono diversi startup che migrano oltreoceano - Certo sarebbe un vantaggio avere qui in Europa una borsa dedicata all’IT.

A Giuseppe viene chiesto se hanno uffici in Europa - Ne hanno, ma non credono nell’approccio multi-locale. Non importa dove uno vive o dove lavora, se il modello di business è valido, i fondi arriveranno - o almeno se lo startup o l’azienda prova di essere un leader di categoria.

Altra domanda scottante a Giuseppe: come fai ad ottenere una massa critica di utenti? Per l’imprenditore la cosa più importante è di avere un modello di business resistente, non una bolla. Fa l’esempio di Zynga. Non bisogna avere fretta di monetizzare. Index Ventures ha puntato per esempio nella moda, dove gli investimenti sono graduali e scalabili, senza esplosioni di fondi iniziali né improvvisi successi travolgenti di mercato.

Aggiornamento 11:04. Giuseppe parla del ruolo degli investitori privati nel mondo universitario: secondo lui è prevedibilmente utile potenziarlo. È importante lavorare con gli studenti, credere nelle loro idee e pescare i propri futuri startup proprio tra i ragazzi. Soprattutto nel deprimente clima economico di adesso.

I cacciatori di teste sono diventati molto bravi: è possibile reclutare personale internazionale ovunque, anzi è consigliabile andare lontano per farlo, cercando per tutta l’Europa chi ci può essere utile.

Importante è anche trovare i partner industriali. Nonostante tutto il panorama è migliorato molto in questi ultimi anni.

Aggiornamento 11:06. Giuseppe ci fa sapere che Inex Ventures ha lavorato molto per rendere il mercato europeo maturo per fare in modo che più compagnie diventino quotate in borsa su questo continente, invece di “esportarsi” e diventare pubbliche in America, come ha fatto Rovio, la compagnia finlandese che ha creato Angry Birds.

Una domanda del pubblico chiede a Giuseppe quand’è il momento di chiedere investimenti. Secondo lui il momento è subito, anche se si tratta di due ragazzi in un garage. Se il prodotto è valido, anche se è “piccolo”, è possibile creare subito un legame con gli investitori. Ottenere qualche milione di dollari è facile, ma anche espandere un’industria avviata è possibile. Se c’è il piano di portare il business ad un livello successivo, bisogna portare il proprio pitch agli investitori, parlare con un seed capital o angel investor e lottare per la chance di sfondare.

Aggiornamento 11:19. Viene presentato l’imprenditore Riccardo Zacconi di King.com, 50 milioni di utenti, ha lasciato Roma da 20 anni. È stato in Germania per qualche tempo ma quando alla fine degli anni ’90 ha fondato uno startup. Era un altro mondo. NASDAQ è andato in frantumi ed anche la sua compagnia. Si è spostato a Londra, a cercare idee folli. Qualcosa di mai fatto prima. E si è ricordato di una parte del suo vecchio business, quello di prima della bolla: un sito di dating.

Ha quindi creato YouDate. Ha venduto 5 mesi dopo a 5 volte la valutazione, ma non era proprio il suo business ideale. E quindi è andato oltre, ed ha pensato ai giochi, fondando King.com. Ha reinvestito il proprio denaro nella compagnia ed ha convinto un po’ di portali, anche se gli inizi non sono stati eccezzionali: la compagnia è quasi “morta sul colpo”. Ma Riccardo ha tenuto duro, e con un ultimo mezzo milione di dollari ha finalmente trovato il giusto prodotto da mettere sul mercato. La vita è stata dura, anzi, costantemente questione di vita o di morte. Dopo il 2005 sono andati in USA e sono diventati partner di Yahoo.

La crescita, purtroppo, a questo punto si è bloccata. Purtroppo in America se non sei high growth, muori - la stabilità non è apprezzata. Qual’era il problema? Facebook. King.com si è ricreata ed in aprile ha lanciato il proprio primo gioco su Facebook. La crescita è tornata stellare. Questo è l’esempio del saliscendi drammatico di uno startup, che chiunque si deve aspettare quando diventa imprenditore - Il numero di fallimenti è enorme, ma tenere duro è spesso la scelta corretta.

La persistenza ed un team affiatato sono importanti, ma anche la capacità di ripensare il business, licenziare, ristrutturare e cambiare team è necessaria. Capire quando si sta perdendo ma anche dedicarsi a risolvere i problemi invece di “fare politica”.

Aggiornamento 11:25. Secondo Riccardo, che risponde ad uno spettatore, noi italiani non siamo internazionali né globali, e per avere successo come startup bisogna per forza guardare lontano.

I suoi consigli a chi vuole fare l’imprenditore è di guardarsi attorno e controllare che le proprie idee non siano mai state fatte prima. Se sono nuove, bisogna capire perché nessuno ci ha pensato. Magari è perché sono fallimentari - mai dimenticarlo. Altro consiglio: andate alla Valley, diventate umili, bisogna capire che la gente lì è incredibile e molti sono davvero delle star.

Aggiornamento 11:35. Prossimo panel: Mike Butcher presenta il problema del “viral loop”, come usare i social media per diventare virali, per creare community. Kathyn Fink di MeetUp. Una compagnia che esiste da 10 anni e che si è creata la propria “viralità”, imparando pian piano, ascoltando la community.

Zaryn Dentzel, di Tuenti, la compagnia successiva, spiega come la sua azienda ha invece puntato sul mercato mobile. La loro idea è stata di potenziare le relazioni vere tra gli utenti, in un mondo post-MySpace in cui tutti si loggano con i propri nomi veri. Ed oggi la tecnologia più popolare al momento è quella degli smartphone. Il mercato del social networking è così nuovo sugli smartphone che non c’è ancora un vero leader.

Anzi, il mercato mobile è così nuovo, cresciuto così in fretta, che non ci sono neppure regole. È un problema per la privacy, c’è un layer intero di meccanismi di controllo e di piccole pratiche fraudolente che mettono in pericolo l’utente, ed anche la sua fiducia verso il mercato.

Aggiornamento 11:39 Gabriel Aldamix-Echevarria di Chichisimo ci parla della sua azienda, di come la vanità degli utenti, che si fotografano e fanno vedere vestiti e stili può essere trasformata in un nuovo social network. Le ragazze amano mostrare i propri vestiti, ed hanno creato una specie di FourSquare della moda, in cui si può diventare il “top fashonista” di un brand o una griffe.

Aggiornamento 11:42 Torniamo su MeetUp: Krystin ci parla di come questo servizio può consentire di incontrare le persone, perché non è solo un social network, ma un location-based social network, in cui si possono trovare gli individui giusti nel posto giusto.

Anche Zaryn Dentzel di Tuenti parla di come lo smartphone ed il GPL consentono naturalmente di essere location-based. L’utenza è affamata di questo genere di connettività.

Aggiornamento 11:46 Su Chichissimo, Gabriel spiega che per quanto il suo network sia davvero frivolo, è anche utile, connette le ragazze e consente di scoprire nuovi prodotti. Allo stesso modo MeetUp consente ai gruppi e agli interessi di connettere le persone con gli stessi gusti, interessi, o che vivono in una zona.

Aggiornamento 11:49. Prossimo pannello. Parte un video di Vodafone, che fa vedere la sua diffusione nel mondo. Wow, Vodafone è anche sul Kilimangiaro. Il provider si interessa anche di ecologia, fonti rinnovabili, economie emergenti. Cosa ci vuole presentare?

Aggiornamento 11:51 Ci parla Vincenzo Scarlato del gruppo Vodafone. Ci dice che il gruppo è stato molto attivo nelle operazioni venture degli ultimi anni, in California ed attraverso il mondo. Ora ci parla Fay Arjomandi, sempre del gruppo Vodafone, ma un tempo imprenditrice di startup. Ha contribuito a creare la Vodafone Xone, l’incubatore di startup di questo gruppo. Vodafone è diventata attiva nell’investire negli startup dai primi anni 2000.

Aggiornamento 11:58:
La Vodafone Xone esiste dal 2011, ed ha incubato 12 compagnie europee, che ora stanno venendo reintrodotte nel nostro mercato, dopo un “soggiorno” a Silicon Valley. La Vodafone Xone ha un bellissimo ufficio a Milano, adesso.

Il suo modus operandi non ha un template: il motto è Build it, Beta it - testarlo sull’utenza e lasciare che cresca sperimentando cosa funzioni.

La parola torna a Vicenzo Scarlato. Ci dice che oggi c’è una grande opportunità in Italia. Ci sono tante idee in ballo, che pochi anni fa non c’erano. Non c’era alcuno scaling up finora. Oggi le cose sono cambiate, e c’è l’opportunità di aiutare l’ecosistema a crescere. Per questo Vodafone Xone è stata introdotta in Italia.

Vodafone lavora con le aziende per identificare gli startup meritori e aiutarli. Gli startup vanno messi in contatto con gli skill e le risorse per dare vita ai progetti. Per questo viene creato un “virtual team” di Vodafone per seguire con le competenze giuste il team dello startup - una bella iniziativa per un’azienda emergente.

Aggiornamento 12:02. Vodafone può fare altro per aiutare gli startup, dato che hanno un canale di distribuzione incredibilmente sviluppato, oltre che una base di utenza che è un bacino di utenza sfruttabile dagli startup “potenziati” dalla Vodafone Xone.

Ma il mondo è più grande di così, perché Vodafone vuol dire “network globale”, un programma mondiale messo a disposizione degli italiani, che connette startup, investitori, VC, Angel a livello internazionale.

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Ora parliamo di Startup Accelerators

Aggiorno 12:15. Il presentatore inizia con una parodia dell’Ultima Cena di Leonardo. Forse non l’idea migliore in Italia e a Roma. Ora ci viene introdotto Emil Abirascid, di StartupBusiness. Sarà lui a presiedere l’ultimo panel.

Ecco che arriva Luigi Cappello di Enlabs, Tim O’Connel da H Farm, Anders di Microsoft Biz Park, e per finire Enrico Gasperini da Digital Magics. Sono tutti nel business degli Startup Accelerator.

Come aiutare l’ecosistema italiano a diventare parte dell’ecosistema globale?

Inizia Anders Nilsson di Microsoft Italia, che insegna agli startup come crescere, identificare un mercato, approcciarlo. Ci sono già parecchi esempi di startup italiani che stanno imparando lo scaling e a diventare internazionali.

Luigi Cappello di Enlabs invece ci parla dei nuovi sviluppi della sua attività. Ringrazia la Luis University, perché ha chiesto favori a tutti i politici italiani e questa Università è stata la prima a dargli fiducia, creando uno spazio per l’accelerator alla stazione Termini di Roma.

Al momento ci sono 3 progetti di incubazione che hanno ottenuto fondi, ed altri 4 sono in trattative e fase di fundraising. Secondo Cappello il tocco di Enlabs è un tocco d’oro. Il suo motto è “Cash is King”, ed è quello che insegna ai suoi startup.

Cappello ci parla dei milioni che sta ottenendo con il fundraising, e di come abbia bisogno di ancora più soldi per dare fondi ad ancora più startup. Molto entusiasta, forse pure un po’ troppo.

Aggiornamento 12:18. Enrico Gasperini ci parla di come finalmente le morse della burocrazia e del peso fiscale stanno allentando la presa. Con queste novità, provenienti dal governo, sarà possibile finalmente promuovere l’idea di Venture Capital in Italia.

Nella sua Digital Magics ci sono 20 compagnie in Lombardia a “subire” il trattamento di incubazione. Metà di esse hanno già ricevuto i fondi.

Aggiornamento 12:23 Tim O’Connell di H Farms ci parla di come il lavoro di un accelerator sia di aiutare ai giovani a creare nuove opportunità, nuovi mercati. Ma va fatto notare che l’Italia non è sola, è parte di un mercato globale, bisogna non essere solo locali ma costruire ponti con tutto il resto del mondo.

Aggiornamento 12:31. Torniamo allo speaker Marco Montemagno. Ci parla della differenza di fiscalità tra i tablet ed i quotidiani comuni. Un video mostra i contenuti del prossimo pannello. Un sacco clip, schemi ed animazioni che fanno pensare ad uno dei vecchi video dei Royksopp. Il video è di OVO.com, con Andrea Pezzi e Gianluca Visalli di La7.

Andrea Pezzi ci parla di OVO, il suo progetto. In OVO tutti i video sono certificati dall’Enciclopedia Britannica, quindi i contenuti sono di altissima qualità, una libreria di video in streaming che può arrivare dappertutto.

Gianluca Visalli è il manger della piattaforma digitale di La7, ovverosia della sua avventura nei contenuti web e mobile. Il principio è che i new media non sono una possibilità ma la realtà dei fatti.

Aggiornamento 12:37 Gianluca si chiede dove sia il mercato, adesso. Andrea Pezzi, invece ci dice che il digital divide non c’è più, che bisogna iniziare a dimenticarselo. Alcuni guardano il mondo con occhi “vecchi”, fanno differenze tra advertising su TV e su Internet, per esempio.

Secondo Gianluca, la TV in effetti sta tornando, ma su Internet, che diventa costantemente più vicino ai vecchi media, che si evolvono per incontrarla.

Aggiornamento 12:40 Andrea aggiunge: presto il pubblico “scapperà” dal mercato, abbandonerà l’Italia e cercherà i contenuti dove vuole, lontano da tasse e gabelle. Questo avrà un effetti immenso sull’industria televisiva, che in gran parte è basata sul territorio. La7 e Mediaset dovranno fare i conti con il mercato che non conosce i confini. Anche il governo dovrà. Bisogna comprendere che se si crea una nuova industria di contenuti online, si BRUCIA il mercato location-based, ovverosia il business nazionale.

Aggiornamento 12:45 Le regole insomma, stanno venendo infrante, in particolare da Google, che con il suo business può davvero infrangere tutte le barriere e schiacciare la concorrenza, in particolare il mercato locale. Google, secondo Andrea, è qui una minaccia concreta.

Aggiornamento 12:49 Se vogliamo che l’opportunità digitale sia fattibile, serve una regolamentazione che consenta questo. Probabilmente Andrea ci dice che Google deve essere fermato.

Aggiornamento 12:52 Arriva Salvatore Esposito di Populis: è il momento della pausa pranzo, si ricomincia dalle 14 in poi.

Aggiornamento 14:14 E siamo tornati con Marco Montemagno, che ci fa vedere qualcuno dei suoi passi di danza - E ci dice che sta per arrivare una sorpresa! Musica da suspence.

Aggiornamento 14:17 Ha chiesto alle persone delle startup presenti di alzare la mano - ed ora darà qualche secondo di visibilità sul palco! Il primo spettatore era da someriff.com, uno startup musicale. Il secondo spettatore si chiamava Paolo, da ILikeTV, che si occupa di contenuti vide.

Aggiornamento 14:21
Ora è tornato Salvatore Esposito, che ci parla di keyword, un riassunto della mattinata: poche parole, ThinkGlobal. La seconda è Failing, imparare a fallire e trarre profitto dalle difficoltà. Terza parola è Networking, incontrare le persone che ci possono essere utile.

Aggiornamento 14:22 Ed ecco il nostro viceministro del welfare Michel Martone.

Aggiornamento 14:25 Il viceministro riassume la situazione italiana con una frase: abbiamo sacrificato l’opportunità sull’altare dei diritti. Per preservare i diritti abbiamo rinunciato alle opportunità. Un messaggio piuttosto polemico. Secondo lui siamo morti negli anni ottanta, ci siamo avvelenati.

Aggiornamento 14:30 Il governo ha razionalizzato le sue spese e NON ha alzato l’IVA del 2%, oltre a varare dei pacchetti per le imprese, semplificare i controlli, abolire le autorizzazioni, riformando le professioni. Secondo Martone se Internet fosse diffuso come in Olanda, allora il nostro mercato del lavoro si aprirebbe a centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Basta pensare che sono poche le compagnie che usano l’e-commerce, c’è ancora un gap tra aziende ed Internet. Il governo dovrebbe assolutamente fare meno ma farlo meglio, rendendo più facle lavorare e creare imprese.

Aggiornamento 14:33 Scommettere sul capitale umano è necessario, e Martone crede che l’Italia abbia un immenso potenziale in quanto superpotenza creativa, capace di creare qualità e valore, esattamente come nella nostra industria manifatturiera.

Aggiornamento 14:36 Torna lo speaker e introduce Mike Butcher, editor di TechCrunch Europe, che presenta degli investitori, degli insider del mondo del VC:

NICOLAS WITTENBORN, Associate, Point Nine Capital, BERLIN
ROBERTO BONANZINGA, Partner, Balderton, LONDON
FAUSTO BONI, Partner, 360 Capital, MILAN
FADI BISHARA, Founder, BlackBox, SAN FRANCISCO

Aggiornamento 14:39 Il primo a parlare è Wittenborn, che spiega come mai ha scelto di finanziare lo startup Cibando, che abbiamo già nominato prima. La ragione è stata la stessa - il potenziale, la modernità, la capacità di espandersi sul mercato, anche se si tratta di un mercato straniero. Wittenborn è berlinese, infatti, mentre Cibando è italiano.

Fadi Bishara consiglia di presentarsi dagli investitori non chiedendo denaro, ma chiedendo suggerimenti. Forse è questa la maniera migliore per ricevere fondi.

Aggiornamento 14:49 Forse è più importante che gli startup imparino a selezionare i VC, ancora più che per i VC di selezionare gli startup.

Fausto Boni di 360 Capital parla di quanto è difficile investire: solo se si ha un parco di imprese in cui investire è possibile rendere il proprio VC in grado di guadagnare. Serve una massa critica, ma in Europa si sta formando un ecosistema in grado di sopravvivere con le proprie gambe.

Ma è possibile collegare l’Europa, l’Italia alla Valley? Fadi Bashara ha creato un ufficio in Palo Alto, un vero e proprio ponte tra Vecchio Continente e California. Il progetto si chiama Black Box, e secondo la dottrina sviluppata da questa nuova entità, Bashara sconsiglia di muovere le proprie imprese direttamente alla Valley. Meglio affidarsi a questo genere di collegamento, e usare il talento del proprio paese e sfruttare la California solo come supporto.

Aggiornamento 14:52 Ultimo consiglio di Bashara: focus on your customer! - A dire il vero l’iPhone non esisterebbe se tutti si fossero concentrati sul cliente. Non ci sarebbe neppure Twitter. Nessuno aveva mai chiesto una forma di comunicazione limitata in modo volontario, eppure era proprio quello di cui Internet aveva bisogno.

Aggiornamento 14:58 Fausto Boni ci dice però che l’investimento migliore di solito è inaspettato. Come VC deve poter VEDERE che un’idea deve essere potenzialmente in grado di fare milioni. Non è importante che lo faccia adesso, subito, né che chieda enormi quantitativi di danaro. Anche se si investono 80.000 dollar, è necessario poter prevedere un mercato enorme in futuro.

In questa ottica lo scaling è vitale. L'impresa deve investire e cercare di crescere subito, non cercare di sopravvivere, a costo di rischiare il tutto per tutto. Se un piano è troppo modesto, dice Roberto Bonanzinga, allora verrà rifiutato. O punti alla grandezza o non andrai da nessuna parte.

Aggiornamento 15:06 Fausto Boni dice di aver fatto un esperimento: di aver postato su tutti i gruppi di Facebook una cosa. Ha fatto sapere che oggi avrebbe accettato qualsiasi pitch, durante la conferenza. Hanno risposto in 15… “What the fuck are you doing, guys?”.

L’importante è essere rapidi e saper offrire il proprio pitch, ridurre il rumore di fondo, ridurre i tempi. Forse sarà impossibile incontrare con facilità i VC, ma bisogna ricordare sempre che per quello che riguarda i pitch, vale la regola che “less is more”.

Aggiornamento 15:12 Finito il pannello, ecco altri pitch dal pubblico. 20 secondi per vendere il proprio startup! Appare una ragazza che presenta Mindigno, un app d networking.

Per il prossimo keynote abbiamo Microsoft BizSpark, che consente agli studenti e agli startup di sviluppare le proprie idee. Torna sullo stage Anders Nilsson. Parla della sua vita, di come è sbarcato a Microsoft, imparando come funzionano gli startup in ottica globale.

Aggiornamento 15:18 Nilsson si è chiesto durante la sua carriera perché ci sono così pochi startup italiani. Il suo primo passo per capire, è stato con uno startup di successo qui in Italia - quasi inutile dire, si trattava di un’azienda di distribuzione di moda.

Secondo Nilsson il fatto che un viceministro sia comparso a parlare di startup è molto importante. Finalmente il passe si sta svegliando. La stazione attuale tuttavia è dura. C’è il 34.5% di giovani disoccupati. BizSpark vuole dare loro l’opportunità di afferrare queste opportunità e di generare posti di lavoro.

Microsoft fa molto anche per gli studenti, con software e competizioni. Parla di un gruppo di studenti italiani che ha creato un sistema per organizzare le terapie mediche, e che ora si sta sviluppando come startup dopo aver vinto un premio in Australia. È tutto sommato ancora possibile sentirsi ispirati.

Aggiornamento 15:25 Microsoft parla di Azure, la sua piattaforma di sviluppo software. Ma parla anche del fatto che può fare da consulente business e dare supporto tecnico - In alternativa, fare networking con chi può risolvere i problemi.

Al momento BizSpark si occupa di circa 1000 startup in Italia, e dà il benvenuto a chiunque abbia i requisiti.

Aggiornamento 15:28 Di nuovo il presentatore, con un nuovo video sulla musica. Si tratta di festival techno piuttosto martellante. Una presentazione coreografica per il pannello successivo, intitolato “Let’s face the Music”, moderato da Giampiero Di Carlo, fondatore del sito Rockol.com. Parteciperanno:

AXEL BRINGÉUS, Business Development Director, Spotify
MAX CIOCIOLA, Founder, MusixMatch
WILL MILLS, Head of Content, Shazam
NICO PEREZ, Co Founder, MixCloud

Aggiornamento 15:34 Max Ciociola di MusixMatch, uno startup di successo - il messaggio è sempre quello. Non importa dove sei, ma importa solo cos’è il tuo prodotto, e che piaccia alla gente. Si deve creare un gran prodotto e MusixMatch è uno dei pochi startup italiani con vero successo.

Nico Perez parla del suo MixCloud, di come abbia ottenuto il successo sufficiente a galleggiare per conto proprio. I primi giorni, tuttavia, sono difficilissimi, con un sacco di no. Anche adesso, lo scaling up e lavorare con le grandi aziende non è facilissimo.

Aggiornamento 15:41 Axel Bringeus di Spotify ci dice com’è l’esperienza coi brand, se sono abbastanza maturi da potersi interfacciarsi con gli utenti del giorno d’oggi. Axel porta solo esempi personali, a dire il vero, tipo la collaborazione con Coca Cola. In effetti è possibile, ma solo se si ha raggiunto la massa critica.

Will Mills di Shazam dice degli sforzi fatti per diffondere pubblicità tradizionale, assieme a giganti come Microsoft. I brand, insomma, si stanno evolvendo assieme al mercato, ma lentamente.

Aggiornamento 15:44 Max Ciociola ci dice che ci sono altre forme di revenue che non sono advertising. Basta pensare al mondo del mobile. “Engaging the user” è sempre e comunque la cosa più importante, in modo da fargli comprare nuovi contenuti ed app - I micropagamenti possono far diventare ricchi, anche se gli amanti della musica dovessero diventare tutti dei pirati.

È importantissimo anche iniziare a pensare all'importanza della scoperta della musica: raccomandazioni sui social network, condivisioni, giochi. Gli esperti contano ancora, comunque, che possono suggerire attraverso la piattaforma stessa. Infine ci sono anche i meccanismi automatici stile Pandora, che consigliano la musica che potrebbe piacere agli utenti - Tutti consigli di Bringeus di Spotify.

Aggiornamento 15:53 E quando arriverà Spotify in Italia? “Sono” - che noia, ancora nessuno Spotify in vista.

Torna il nostro speaker. Il prossimo keynote è MITCHELL BAKER, Founder & Chairperson, Mozilla Foundation

Aggiornamento 16:01
Decisamente stana la sua capigliatura. Il consiglio della Baker è di non rinunciare, non temere il fallimento e fare quello che si ama. Per sapere cosa si ama, bisogna saper “riparare” o sistemare quello che si odia. Se un team o un prodotto ha qualcosa che non va bene, bisogna risolvere il problema.

Quello che fa da maggior ostacolo è non discutere dei problemi. Bisogna essere brutalmente onesti - Almeno questa è la vita alla Mozilla Corp. Meglio la brutalità che procedere alla cieca. Il suo partner a Mozilla Brandon Ike ha un background completamente diverso, per esempio, ma sono riusciti a creare un’armonia.

Per la Baker è brutto rimanere in una scatola. Non bisogna restare imprigionati in qualcosa che ha costruito muri attorno a noi. E per lei l’iPhone è proprio questo, una gabbia. Secondo lei Apple ha chiuso il mondo del mobile nella cortina di ferro che Microsoft aveva avvolto attorno al web ai tempi di IE.

Non c’è nessuna organizzazione che imprigiona la rete. Non dovrebbe essere necessario chiedere il permesso per sfruttarla.

Aggiornamento 16:07 Già nel 2003 Mozilla ha capito che il mobile sarebbe stato il futuro, attraverso HTML5. Adesso finalmente è il momento in cui questo standard inizia ad essere definito e lasciare un’impronta.

Presto arriverà Firefox OS. Un’impresa difficile, basata su HTML5, una sfida - anche se da una grande compagnia, non meno rischiosa di uno startup.

Le cose che amiamo e le cose che odiamo: non creare una nuova piattaforma, ma sfruttare quella che c’è già, il web. Quindi nessuno confronto diretto, ma ridare all’utente quello che era stato chiuso nella suddetta scatola.

Aggiornamento 16:12 Mozilla è stato un fallimento per molti anni, poi ha costruito il prodotto che serviva. Bisogna scoprire le proprie forze e le proprie debolezze e trovare quello che nessuno vede. Poi inizia il difficile: svilupparlo e darlo alla gente.

Ci sono minacce al libero sviluppo delle rete, insomma, ma altrettante opportunità.

Aggiornamento 16:13 Alberto Onetti adesso crea un bel pannello di VC per giudicare qualche pitch di startup italiani. Quattro minuti per ogni pitch, vediamo che succede.

Aggiornamento 16:18 Mary Palomba presenta Next Styler. Lo startup aiuta i fashion designer ed i fashionista, portandoli assieme su una piattaforma semplice. Uno styler presenta una sfida ed i fashion designer presentano i loro progetti, mentre gli utenti, i fashionista lo votano. I vincitori vengono prodotti. Una versione modaiola di Kickstarter con contest integrato, insomma. Next Styler ha già contatti con l’industria manifatturiera e l’industria. I suoi competitor sono tutti fuori dall’Italia - e non vantano le stesse radici importanti. Il sito è in fase di rapida evoluzione e ci sono già parecchi fondi.

Il fashion è un mercato potente, di certo, e molto italiano. Sarà in grado Next Styler di creare un network di produzione e shipping?

Aggiornamento 16:23 Per il marketing si sono appoggiati al contesto virale di Facebook e Pinterest. Ora che però stanno giocando in grande, hanno reclutato un’agenzia di marketing tradizionale che li sta guidando ad un super lancio milanese.
Come faranno a gestire un inventario? L’unico canale di vendita è il sito. La quantità prodotta di merci è ridotta - la manifattura è praticamente on-demand.

Beh le votazioni sono andate bene! Passiamo al prossimo.

Aggiornamento 16:30 Luca Martinetti presenta Stack. Questo startup crea backend per le app mobile. Backend as a service - il backend è un API, e l’API è una colla. Così chi crea una app deve pensare solo al business. Con Stack si può creare un backend che è automaticamente scalabile, che può gestire grandi quantità di CPU o di data, tipo Instagram o persino Twitter. Può anche essere un’app che raccoglie dati, come un webcrawler. Stack è in piena fase di crescita e cerca nuovo personale - sempre un’ottima cosa da presentare ad un investitore.

Il piano di prezzi è freemium, ottimo per uno sviluppatore esordiente. Se il software che si basa su Stack inizia a guadagnare trazione, allora si paga a consumo come generalmente si usa nei servizi cloud. Il servizio è nuovo, davvero originale - certo, per noi consumer non c'è molto interesse qui, ma nel mondo degli sviluppatori è estremamente interessante.

Anche qui non è andata male, nonostante l'idea "esoterica".

Aggiornamento 16:39 Terzo pitch, Paolo e Giovanni di MoneyFarm: uno startup di consulenza finanziaria per l’investitore. Investire non deve essere una seccatura. Per aiutare l’utente, MoneyFarm lo profila e lo comprende. Con un algoritmo poi assegna alcuni tipi di investimento possibile. Se diventate dei clienti, poi, si occuperà di seguire la vostra vita finanziaria, in tempo reale, collegandosi al vostro conto e mettendovi in comunicazione coi broker. Per 9.99 euro al mese - Di sicuro un bellissimo tentativo di fare il disruptor, completamente indipendente dai servizi tradizionali.

Aggiornamento 16:44 Stanno anche cercando di far entrare i giovani nel mondo degli investimenti, con la possibilità di investire piccole somme. La risposta del pubblico è stata buona, anche se non entusiasta. L’idea, devo dire, sembra davvero eccellente, però.

Aggiornamento 16:47 La parola torna allo speaker: ora c’è “Italian Superheroes”. Si tratta di investitori che hanno avuto un gran successo. Altro video. Intervistati da Antonello Piroso:

MAURO DEL RIO, Founder, Buongiorno!
PAOLO AINIO, Founder, Virgilio & Banzai
PAOLO BARBERIS, Founder, Dada
LUCA ASCANI, Founder, Populis

Aggiornamento 16:54 Paolo Ainio di Virgilio è il primo a raccontare. Dall’advertising è passato ad Internet, che ha scoperto come business in america vent’anni fa. Il primo portale italiano, Virgilio - un index, come Yahoo, poi venduto a Telecom Italia.

Ci parla del bubble, e di come Pagine Gialle investiva grandi quantitativi di danaro. Peccato che come tutti i bei giochi è finito presto. Nel suo secondo stadio di carriera. Ainio ha comprato aziende ed adesso si sta espandendo.

Mauro Del Rio è il founder di Buongiorno!, che ha venduto per 300 milioni. Il suo primo lavoro online nel ’95 ha creato una newsletter, poi trasformata in un network di newsletter con pubblicità incorporata. Stessa cosa con il content per telefoni e smartphone.

Aggiorna 16:59 Ora che Paolo Barberis, di Dada. Altro “antico” protagonista del market, che ha iniziato nel 1994 con le connessioni dial-up. Ha una maschera di Optimus Prime - un vero supereroe. Ci parla un po’ del passato, del free-Internet, di SuperEva. Che memorie. Fino al 2008 Dada è cresciuta, anche con il domain hosting. Barberis ha avuto più o meno la stessa storia degli altri, decidendo di uscire dalla compagnia per molti, molti milioni. Con 500.000 clienti e 2 milioni di nomi di dominio, Dada è davvero grande.

Aggiornamento 17:04 Poi Luca Ascani, di Populis. Ha iniziato con gli startup a 20 anni, facendoli crescere e poi vendenoli. Assieme a Salvatore Esposito ha creato Populis, diventando il terzo publisher dopo Repubblica e Corriere. Producono davvero un sacco di contenuti - A dire il vero sono anche quelli che mi pagano. A Paolo Ainio chiedono se Huffington Post fa bene a non pagare i blogger, ed anche a Luca - Che conferma di pagare i suoi blogger. Confermo :)

Ora, un suggerimento agli startup da ciascuno dei “supereroi”
Paolo Barberis è il primo: secondo lui bisogna prima di tutto dare attenzione al team, poi al focus, alla concentrazione. Lavorare e lavorare e lavorare.

Aggiornamento 17:07 Mauro del Rio Consiglia invece di trattare lo startup come una maratona. Ci vuole allenamento ma è un piacere, alla fin fine.

Paolo Ainio invece consiglia di cercare di capire cosa sta alle spalle dei propri sforzi, qual’è la forza portante. Ma allo stesso tempo non dimenticare di essere flessibili. Secondo suggerimento: state attenti alle spese ed al working capital.

Luca Ascanio consiglia di costruire gradualmente, ma pensare globale.

Aggiornamento 17:13 Ora i “supereroi” consigliano su cosa focalizzare la propria attenzione per ll futuro. I consigli son sempre quelli, mobile, app, cloud - ma anche quello a cui adesso non pensiamo, perché i mercati cambieranno molto, molto in fretta. Va fatto notare che anche loro investono negli startup - o almeno li acquisiscono.

Aggiornamento 17:26
Prossimo evento: HackItaly, con Max Ciociola. Entra il pannello di giudici, tutti volti noti che abbiamo già visto oggi. Cos’è HackItaly? Un contest per risolvere un problema. 10 ore di coding per ottenere qualcosa di utile per dimostrare di essere bravi in questo lavoro. Su 20 team ne sono stati selezionati 3.

Il primo team, Empatica, ha creato un’app per aiutare le persone stressate, che non sapevano che fare. Si chiama The Facebook Therapist, che quando lo stress è troppo alto posta un allarme su Facebook per ottenere del feedback dai contatti.

Il secondo team, A-Pole, ha creato una semplice app per vendere elettronica fatta in casa - per i maker che lavorano con il Raspberry Pi o Arduino, piani o kit inclusi. L’app si collega persino a Kickstarter per raccogliere fondi.

Queue Tracker è l’ultimo team della gara. Quello che ha presentato è un sistema per sapere quanta gente è in fila in un museo in quel dato momento. Basato su un sistema cloud, sfrutta una componente hardware che è open source per raccogliere le informazioni utili.

Dopo sapremo chi dei tre ha vinto.

Aggiornamento 17:32 Ora viene invitato sul palco un giovane imprenditore: Uribu è il nome del progetto - ha ottenuto il maggior numero di chip da poker di quelle consegnate all’inizio della conferenza. Uribu è una piattaforma per interfacciare i cittadini con le autorità. Non male.

Ora vediamo i vincitori dell’hacker marathon e quello della “gara di Pitch” dei giovani startup.

Il vincitore di HackItaly è Empatica, con il suo Stressmeter.

Ora veniamo alla Startup Competition. Chi sarà il vincitore?

Aggiornamento 17:37 Ecco il responso: Atooma - il primo che abbiamo visto.

Il premio è davvero divertente - 20.000€ in parcelle legali da uno studio specializzato in startup. Dio sa che ne avranno bisogno. A questo si unisce un biglietto per la prossima conferenza Techcrunch Disrupt di San Francisco.

Aggiornamento 17:41 Bene, è stata lunga, ma questo conclude il Techcrunch Italia 2012. Grazie a tutti di essere stati con noi! Ringraziamo anche Techcrunch e Populis per il bellissimo evento.

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