Google brevetta il riconoscimento degli oggetti nei video, quali sono le applicazioni?

Google brevetta il riconoscimento automatico degli oggetti nei videoUn brevetto appena depositato da Google rivela una nuova tecnologia capace di effettuare un riconoscimento automatico su larga scala degli oggetti presenti in un video, sia che si tratti di una persona, un animale, un'automobile o un albero. Il testo del brevetto come al solito è piuttosto vago e non ci da un'idea ben definita dei campi d'applicazione. Ma non giunge esattamente come un fulmine a ciel sereno.

Questo sistema infatti risulta la naturale estensione di altre tecnologie simili depositate sempre da Google pochi mesi fa, come l'identificazione intelligente delle melodie (anche se la registrazione differisce dall'originale) o il metodo per il riconoscimento e il tracciamento dei volti nei contenuti video. Il nuovo brevetto riprende il concetto del riconoscimento dei volti ma lo applica in modo più esteso, andando a separare e taggare colori, movimenti e forme facendo riferimento a un database. Continua dopo la pausa.

A differenza del sistema di riconoscimento della melodia, che ha un'applicazione praticamente ovvia nell'ambito di YouTube (per esempio per l'identificazione delle registrazioni live non autorizzate, i così detti bootleg), l'uso che verrà fatto del sistema di riconoscimento di volti e oggetti è ancora un mistero.

Da un lato abbiamo l'infinito bacino di YouTube, un oceano di dati che Google potrebbe iniziare a taggare in modo automatico in modo simile a quanto Facebook fa da tempo, ma dall'altro abbiamo possibili applicazioni nell'ambito della realtà aumentata, una nicchia che l'azienda sta esplorando ormai da tempo con il suo Project Glass.

Nel frattempo, questi nuovi brevetti iniziano già a far discutere riguardo possibili abusi e violazioni della privacy. Considerazioni lecite che ci portano alla mente le recenti dichiarazioni di Steve Wozniak in merito alla perdita dei diritti dei nostri contenuti sulla rete. "Con il cloud -- dichiarava Wozniak -- non possediamo più nulla. Hai già dato l’autorizzazione per darlo via. Più trasferiamo qualunque nostra cosa sul web, nel cloud, e meno avremo controllo su di essa".

Via | Engadget | USPTO

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