Sonos fa causa a Google per presunto furto della tecnologia degli speaker

Gli speaker intelligenti di Sonos rappresentano la punta di diamante del settore, capaci di unire una tecnologia all'avanguardia con una qualità audio che fa impallidire la concorrenza. Ora che Sonos è riuscita ad imporsi sul mercato come uno dei leader, per l'azienda statunitense è giunto il momento di provare a far fuori la concorrenza. Google in particolare.

Sonos ha infatti deciso di trascinare Google in tribunale per presunto furto della tecnologia brevettata che la società ha implementato degli speaker campioni di vendite. In due diverse cause, Sonos contesta a Google di aver copiato la tecnologia di cinque diversi brevetti e per questo chiede che venga bloccata la vendita negli Stati Uniti dei laptop di Google, ma anche degli smartphone e proprio degli speaker Google Home.

Google avrebbe avuto accesso alla tecnologia degli speaker multiroom grazie alla partership con Sonos nel 2013 - e anche oggi gli speaker Sonos sono compatibili con l'Assistente di Google, oltre che con Alexa di Amazon - e che proprio grazie a quella collaborazione avrebbe sottratto quelle informazioni per applicarle ai dispositivi prodotti in proprio.

Secondo una timeline inserita da Sonos nelle due cause, Google avrebbe implementato la tecnologia di Sonos in un primo momento nei dispositivi Chromecast Audio, ora non più in commercio, e successivamente nella linea di smart speaker Google Home e nei prodotti della Pixel.

Google è un partner importante con cui abbiamo collaborato con successo per anni, inclusa l'integrazione con Google Assistant nella piattaforma Sonos lo scorso anno. Tuttavia Google ha ripetutamente e consapevolmente copiato la nostra tecnologia brevettata per creare i propri prodotti audio.

Così il CEO di Sonos, Patrick Spence, ha spiegato a The Verge il motivo di queste due cause e della richiesta di ritiro dalla vendita negli Stati Uniti dei dispositivi che avrebbero infranto quei brevetti.

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