Maker Faire Rome 2015, Blogo vi racconta il meglio dei 600 stand presenti all'evento

Si è conclusa la terza edizione di Maker Faire Rome con oltre 15 mila metri quadrati di spazi espositivi e più di 600 stand innovativi

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Per la terza edizione della Maker Faire Rome - The European Edition, che si è svolta a Roma dal 16 al 18 ottobre, si è deciso di fare le cose in grande, trasformando la Città universitaria della Sapienza di Roma in una vera e propria città del futuro, con oltre 15 mila metri quadrati di spazi espositivi e più di 600 stand pronti ad accogliere migliaia di visitatori desiderosi di scoprire e conoscere le invenzioni che promettono di cambiare la nostra vita.

Decine di padiglioni tematici hanno reso la visita alla Maker Faire estremamente ordinata e godibile. Entrando da piazzale Aldo Moro, raggiungibile in pochi passi dalla fermata della metropolitana, era possibile accedere al lungo percorso che partiva con il padiglione dedicato alle stampanti 3D, fondamentali per realizzare molte delle 700 invenzioni in arrivo da ogni parte del Mondo, disseminate in tutta l’area espositiva.

Che si parli di cibo o gioielli, ma anche di dispositivi elettronici, gioco e quant’altro, le stampanti 3D rappresentano una componente sempre presente. Sì, avete capito bene: anche il cibo presentato nel padiglione B è stato realizzato grazie a particolari stampanti 3D, così come il curioso progetto Balsanest, presentato da Francesco Bombardi e Antonio Gagliardi, che univa cioccolato e aceto balsamico in un gustoso nido stampato in 3D.

Anche Eni, che ormai da anni ha fatto dell’innovazione tecnologica un elemento chiave della propria politica, ha abbracciato la Maker Faire 2015 diventandone uno dei gold sponsor e partecipando attivamente all’evento con il grande stand “Innovation for Energy” dedicato alla sicurezza dei lavoratori con una serie di tecnologie indossabili frutto del progetto Safety++ in collaborazione tra Eni e il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Come mostrato anche nella galleria fotografica, lo stand di Eni presentava nuove vesti ignifughe, scarpe anti-infortunio, un moschettone in grado di percepire l’altitudine e di scoprire se l’utente lo ha collegato o meno, ma anche l’ecosistema H&S pensato per rendere ancora più sicure le operazioni di lavoro monitorando i dati biometrici e la posizione del lavoratore in ambienti estremi, come per esempio un cantiere o una raffineria di petrolio.

Questi sono solo alcuni dei progetti di ricerca in cui è impegnata Eni, che al momento coinvolge circa 1.400 risorse impegnate in ben 150 diversi progetti di ricerca su varie aree tematiche, a cominciare dalle energie rinnovabili. Ad oggi il portafoglio brevettuale del Gruppo Eni conta più di 8 mila brevetti che proteggono circa 1000 invenzioni.

Come non citare, tra le cose più curiose viste alla Maker Faire 2015, il kit che ci permette di fare l’aceto grazie ad Arduino, la tecnologia open-source che è alla base di moltissime delle invenzioni presentate durante questa tre giorni romana. Dall’abito musicale alla serra che si autoregola, passando per i piccoli robot e la cuccia domotica per i nostri animali domestici. Arduino, accessibile a tutti per poche decine di euro, ha davvero aperto la strada alle invenzioni casalinghe: chiunque, con un pizzico di inventiva, un po’ di tecnica e tanta voglia di fare la differenza può mettere in piedi qualcosa di straordinario. E la Maker Faire ne è l’esempio lampante.

Gli amanti della musica hanno trovato pane per i loro denti nell’area Maker Music, dove musicisti e tecnici della musica hanno potuto mettere in mostra le proprie sperimentazioni e coinvolgere i visitatori in laboratori interattivi affiancati da performance dal vivo basate sulla tecnologia.

Per gli appassionati di droni e chi non ne avesse mai visto uno da vicino, al Maker Faire 2015 era possibile farne una scorpacciata: oltre a quelli disseminati per i vari padiglioni, il pubblico ha potuto ammirare l’enorme voliera - 300 metri quadrati per 22 metri di altezza - in cui piloti esperti hanno fatto esibire i propri droni in acrobazie e spettacoli che hanno letteralmente conquistato tutti.

Alla Maker Faire 2015 non c’è stata solo tecnologia, ma anche l’artigianato più classico, con esperimenti e invenzioni realizzati in legno, a cominciare dalle biciclette Woobi messe in mostra dal designer italiano Matteo Zugnoni, passando per il progetto didattico presentato da Il Cantiere Nuragico, un vero e proprio puzzle 3D in legno che permette di costruire un nuraghe tradizionale.

La Maker Faire 2015, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Asset Camera, ha accolto i visitatori fino a domenica 18 ottobre. Gli stand e le invenzioni sono state ovviamente il fulcro dell’evento, ma nel corso dei tre giorni di Maker Faire non sono mancati nel programma incontri, conferenze e workshop per adulti e bambini.

Una nota di merito per l’estrema disponibilità degli inventori e degli espositori, nessuno escluso, pronti ad illustrare nel dettaglio con pazienza i prodotti presentati nei vari stand. Dopo una giornata trascorsa in giro per la fiera, tra un padiglione e l’altro, guardando da vicino i progetti e la loro realizzazione, quello che ha colpito non è stato soltanto l’inventiva umana e la capacità di utilizzare quello che si ha a disposizione per migliorare anche solo marginalmente il mondo in cui viviamo, ma la passione di queste persone che traspare da ogni parola e da ogni sguardo.

Iniziativa in collaborazione con Eni Spa

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