Il satellite GOCE migliora la ricerca di fonti energetiche sotterranee

I dati che giungono dall'alto possono servire anche ad approfondire la conoscenza di ciò che si nasconde sotto le viscere della Terra. L'esempio giunge da GOCE.

A diversi mesi dalla fine della sua missione, si può tracciare un bilancio positivo del lavoro del satellite di gravità GOCE (Gravity Field and Steady-State Ocean Circulation Explorer) dell'ESA, i cui dati vengono utilizzati per migliorare i modelli della geologia della Terra, indicando le possibili posizioni delle fonti di energia nel sottosuolo.

Questo corpo orbitante, noto come la 'Ferrari dello spazio', ha misurato la gravità terrestre con una precisione senza eguali, grazie alla sua straordinaria orbita bassa di circa 255 km di altezza (circa 500 km in meno rispetto alla maggior parte dei satelliti di osservazione del nostro pianeta). I dati raccolti si stanno rivelando utili per la ricerca di fonti energetiche sotterranee.

Il basso consumo del satellite ha consentito agli scienziati di ridurre la sua quota, nel 2012, di altri 31 chilometri rispetto a quella iniziale, per misurazioni ancora più accurate. Questo è stato il limite della sua capacità, ma si parla di eccellenza, che ha massimizzato il ritorno per la scienza.

Anche se la missione di GOCE si è conclusa nel mese di ottobre del 2013, i dati di gravità raccolti da questo satellite hanno migliorato la nostra comprensione dell'interno della Terra, aiutando a individuare i settori dove il petrolio e il gas (fonti primarie di energia per la civiltà di oggi) potrebbero essere presenti.

I modelli 3D dei sotterranei della Terra si basano tradizionalmente su informazioni acquisite sul campo. I dati di gravità del satellite GOCE, tuttavia, forniscono una copertura omogenea in alta risoluzione, che viene utilizzata per migliorare e validare modelli basati su insiemi di dati tradizionali.

Via | ESA - Lulop

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