Google Project Loon potenziato con Autolauncher e condivisione del segnale

Google Project Loon fa notevoli passi in avanti con un Autolauncher e la condivisione del segnale tra palloni aerostatici: ecco tutte le ultime novità

google project loon

Voi tutti conoscete, ormai, Google Project Loon e sapete bene a cosa facciamo riferimento quando ne parliamo: il progetto, infatti, consentirà di portare Internet, attraverso apposite strutture a forma di mongolfiera, nei Paesi sottosviluppati e in tutte quelle zone del mondo, dove, per un motivo o per l’altro, le connessioni sono deboli o del tutto assenti (non che questi Paesi abbiano bisogno di Internet, sia chiaro, ma non è questo il luogo in cui discuterne e comunque là dove c’è Internet c’è senz’altro una maggiore consapevolezza da parte della comunità come parte integrante del mondo).

Va detto sin da subito che Project Loon non è ancora perfetto: in alcuni casi, per esempio, vi abbiamo parlato degli incidenti che hanno visto coinvolti questi giganteschi palloni, e in altre occasioni abbiamo sottolineato – sempre con fonti autorevoli alla mano – quanto ci fosse (e ci sia) ancora molto da fare in termini di prestazioni. Oggi, però, siamo qui per comunicarvi i progressi compiuti dal colosso di Mountain View e le novità apportate ai palloni aerostatici.

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Tutto il sistema è stato potenziato con un lanciatore alto cinquanta piedi e con la condivisione del segnale Internet tra i vari palloni aerostatici. Più precisamente, tramite il cosiddetto Autolauncher, il sistema permette a un gruppo di quattro persone di bloccare il vento fino a 15 miglia circa di velocità per poi lanciare il pallone senza sbagliare (e questo è senz’altro un grande traguardo, visti gli incidenti di cui vi abbiam parlato); i palloni, poi, potranno connettersi tra loro, ampliando di parecchio l’area coperta da tutto il servizio: a queste condizioni, pensate, Google Project Loon potrà trovarsi fino a 500 miglia di distanza da una stazione.

Gli obiettivi sono molto ambiziosi, visto che bisogna coprire zone estesissime come quelle dell’America Latina e dell’Africa occidentale, e dunque siamo ancora agli inizi: se il buongiorno si vede dal mattino, però, sicuramente Google raggiungerà tutti i suoi traguardi. Noi, ovviamente, saremo qui ad aggiornarvi.

Via | Engadget

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