Brett: un robot in grado di apprendere

Anche le macchine possono apprendere dagli errori, cosa che a noi esseri umani qualche volta non succede.

Un robot è in grado, entro certi limiti, di apprendere dagli sbagli, affinando la tecnica operativa per approssimazioni successive. Il modello di cui ci stiamo occupando ha un nome di battesimo: Brett. La sua nascita è avvenuta a Berkeley, dove il rapporto con la tecnologia è molto stretto, a tratti intimo.

Noi tutti sappiamo che gli automi hanno bisogno di istruzioni esplicite per poter lavorare in modo efficace. Tutto parte dalla programmazione, ma con modalità operative rigide, dove c'è poco spazio per la fantasia e per i processi di apprendimento.

Anche Brett agisce sulla base di algoritmi, ma la logica di funzionamento lascia spazio all'affinamento empirico, che consente di padroneggiare alcuni compiti attraverso tentativi ed errori, proprio come accade per gli esseri umani. Dandogli l'input di assemblare un giocattolo, questo robot (dentro un certo schema di massima) svolge diversi tentativi, continuando a provare fino a quando le cose vanno per il verso giusto. I tempi dell'apprendimento sono lunghi e riguardano funzioni limitate, ma segnano una strada, anche se al momento il prodotto non è pronto per il mondo reale.

Il fatto è che anche in questo caso occorrerebbe un forte processo di maturazione, fatto di esperienza, per accumulare una grande mole di dati. L'uomo, però, resterà sempre lontano (per fortuna aggiungerei). Ad essere sincero questi robot intelligenti mi piacciono solo fino a un certo punto. Non vorrei che si costruissero, nella perversione umana, delle macchine capaci di dominare il mondo.

Via | Engadget.com

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