Russia e spazio: una fase infelice del rapporto

Non è un periodo d'oro per le missioni spaziali. Diverse volte, negli ultimi tempi, le cose sono andate fuori dai binari delle aspettative. E' accaduto anche con Progress.

German Astronaut Alexander Gerst Aboard The International Space Station

I recenti flop hanno appannato l'immagine della Russia sul fronte delle missioni spaziali. Il triste destino del cargo spaziale Progress, disintegratosi nell'atmosfera, quando ormai era fuori controllo, riporta le luci dei riflettori sulla complessità di queste imprese, anche se la frequenza dei successi ci fa volare alto.  

Ad onor del vero, pure dall'altra parte dell'Oceano le cose non sono andate al meglio. Qualche anno fa era toccato al mitico Space Shuttle Challenger, esploso in aria a pochi secondi dal lancio, nella mattina del 28 gennaio 1986. Allora ci furono delle vittime. Fu la fine di un'epoca.

Note negative anche per la navetta SpaceShipTwo di Virgin Galactic, progettata per il turismo nello spazio del miliardario inglese Richard Branson, che si schiantò nel deserto di Mojave, in California, nel mese di ottobre dello scorso anno, durante un volo di collaudo.

In tempi recenti, è stata la Russia a pagare il dazio maggiore. L'esempio più fresco è quello di Progress, il cui rientro incontrollato nel nostro pianeta ha destato qualche leggittima preoccupazione fra la gente, nonostante le rassicurazioni degli scienziati e della statistica. Per fortuna non è successo nulla di preoccupante: il cargo e il suo contenuto si sono quasi del tutto disintegrati nell'atmosfera e i piccoli residui sono finiti sull'Oceano Pacifico, in un'area priva di presenze umane.

Superfluo dire che è stato un bel sollievo per tutti, viste le preoccupazioni della vigilia, che avevano preso molti abitanti del mondo. A generare un po' di panico il fatto che fino all'ultimo non si aveva una cognizione precisa della zona in cui si sarebbero disseminati gli eventuali detriti, sempre pericolosi, per quanto piccoli.

Il cargo spaziale andato distrutto, che doveva rifornire la stazione spaziale internazionale ISS, avrà un costo di mezzo miliardo di dollari per la Russia. Questo genera sicuramente degli effetti economici importanti sul settore spaziale, ma macchia anche l'immagine di quel paese, che ha raccolto diverse delusioni negli anni più recenti. Fresco l'incidente alla navicella Progress M-26M attraccata alla stessa stazione, che ha impedito la correzione della sua orbita, per la mancata accensione dei motori. Poi c'è l'esplosione del razzo vettore Proton-M che doveva mettere in orbita un costoso satellite messicano per le telecomunicazioni costruito dalla Boeing.

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