La scarpa

La scarpa nasce col principale intento di proteggere i piedi dei suoi compratori.

Con gli anni -purtroppo- ha adottato una bivalelza di significato: sono diventate, quando sono esposte, dei centri portatili di olezzo infernale e, contemporaneamente quando trattengono l'arto, dei contenitori stagni della stessa fragranza.

I modelli sono i più disparati e, negli anni, l'eccentricità delle aziende non è mancata: colori e tessuti in primis, ma anche buchi, ventole d'aerazione, lettori MP3 (qui un esempio), suole in versione "sto guidando un carrarmato" alte almeno 5 metri, e così via, sono state utilizzate per personalizzare ogni cm utile.

Due accorgimenti: attenzione alle pozzanghere e alla fauna che le popola (potrebbe rovinarsi la tomaia) e portate le scarpe possibilmente a paia (quindi due e uguali), non come Orlando Portento, e sempre "possibilmente" lavatele con alta frequenza, intensificando d'estate.

I nostri nasi ringrazieranno.

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