ECA IT180: contrasto ai droni non autorizzati

I droni, se usati in modo corretto, possono avere una grande utilità. Purtroppo c'è chi abusa. In questi casi occorrono degli strumenti di contrasto.

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L'uso smodato dei droni da parte di alcuni pone la necessità di attivare delle azioni di contrasto anche sul piano operativo. Credo che gli strumenti, per loro natura siano neutri. E' il modo in cui li si adopera che rende bella o deleteria la loro azione.

Un coltello, se usato per tagliare il pane, è una cosa di grande valore funzionale. Diventa pericoloso se si fa appello ad esso per una rapina. Lo stesso vale per i droni, sulla cui diffusione capillare e indiscriminata ho espresso altre volte le mie riserve, per il rischio di vedersi cadere in testa uno di questi aggeggi, magari durante una passeggiata urbana o extra-urbana.

Al di là del mio parere, che vale meno di zero, è evidente che in certi casi i droni rappresentino un oggettivo pericolo. Abbiamo visto come in Francia diversi voli non autorizzati siano avvenuti su siti sensibili (centrali nucleari, siti militari etc.), ponendo una serie di questioni sul piano della sicurezza. Intervenire sulla regolamentazione è il minimo, ma non basta.

ACE IT 180 nasce per combattere il cattivo uso dei droni, consentendo l'identificazione in flagrante del responsabile ai comandi. Questo modello intercetta le fonti, ma non neutralizza l'aeromobile a pilotaggio remoto per distruggerlo in volo. La sua azione è di natura diversa: individua la centrale di comando e si avvicina ad essa, per identificare con le sue telecamere il soggetto che ne governa le danze. Anche in questo caso, come nella prospettiva dell'abbattimento, resta il problema del rischio che il drone incriminato finisca fuori controllo dove non dovrebbe o sopra la testa delle persone. La sua funzione deterrente e di contrasto è però lodevole.

Via | Generation-nt.com

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