Stampanti 3D, ricostruito il guscio di una tartaruga dopo 600 ore di lavoro

Un altro bell'esempio di buona tecnologia: una stampante 3D ha permesso a una tartarughina di riavere il suo guscio

tartaruga di acqua

Non è certo la prima volta che le stampanti 3D permettono di aiutare animali in difficoltà: recentemente, per esempio, vi abbiamo parlato del becco di un tucano, che, spezzato a metà, è stato ricomposto con l'intervento di un team di scienziati che ha usato proprio la tecnologia 3D. Oggi vi parliamo, invece, del guscio di una tartaruga, che è stato ricostruito dopo una patologia: l'animale era stato vittima di piramidalizzazione, malattia che non permette al carapace di svilupparsi normalmente, quasi sempre a causa dell'eccessiva assunzione di proteine e comunque, in generale, per via di cattiva nutrizione.

Il guscio, insomma, diventa innaturale, e la tartaruga è costretta a vivere una vita difficile, tra disturbi agli organi interni e impossibilità di socializzare bene (il guscio, infatti, è molto importante per le relazioni sociali con i pari). Il guscio creato con la stampante 3D, dunque, ha salvato la vita a questa piccola tartaruga - quella che vedete nella foto della fonte -, che potrà continuare a vivere tranquillamente.

A lavorare duramente è stato Roger Henry, uno studente della Colorado Technical University, che ha realizzato una protesi in 3D in ben 600 ore di tempo: a dargli maggiori problemi è stato il software di rendering, e tutta la fase di rendering in generale, visto che Henry ha dovuto studiare una protesi in grado di adattarsi perfettamente al dorso della tartaruga. Il materiale usato? Una plastica ottenuta dalla lavorazione del mais completamente biodegradabile.

Approfondisci: stampanti tridimensionali per ricostruire il padiglione auricolare

Questo è proprio l'aspetto più interessante del lavoro di Roger Henry: mentre il team del Canyon Critters Reptile Rescue cercherà di curare la malattia della tartarughina, il guscio la proteggerà e le consentirà di vivere una vita normale, fino a quanto non si consumerà del tutto, e senza inquinare. Tutto grazie alle stampanti 3D!

Via | Engadget
Fonte foto | Pixabay.com

  • shares
  • Mail