NASA: missione lunga un anno per due astronauti. Esperimento sul corpo umano

Gli effetti a lungo termine dell'esposizione alla caduta libera continua saranno esplorate da un impegnativo esperimento della NASA: un anno nello spazio.

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Un anno nello spazio - tanto ci vorrà affinché gli astronauti Scott Kelly e Mikhail Kornienko tornino nel loro pianeta natale. Decollati con una Soyuz dalla storica base di Baikonur, in Kazakhstan, i due sono già arrivati a bordo della ISS assieme al loro compagno Gennady Pedalka.

La missione è stata ideata per esaminare gli effetti della caduta libera (o come preferiamo definirla, "assenza di gravità") sul corpo umano per lunghi periodi di tempo. E non solo sul corpo, anche sulla mente. Ci sarà un’infinita serie di test da portare a termine e i risultati saranno estremamente importanti per il futuro delle missioni umane nello spazio, soprattutto quelle che, in un futuro purtroppo ancora nebuloso, ci porteranno finalmente verso gli altri corpi celesti del sistema solare.

La missione è anche importante a causa dei suoi risvolti politici, perché sta diventando progressivamente più difficile unire team russi e statunitensi in lavori congiunti, e non certo per una cattiva volontà da parte degli astronauti stessi. E agli Stati Uniti, diciamolo, pesa parecchio doversi affidare ai Soyuz. La soluzione arriverà entro pochi anni, e in parte sarà messa in campo da un’impresa privata, SpaceX, ma i tempi sono così dilatati che Kelly e Mikhail saranno già tornati da molto tempo prima che si possa progettare una vera missione ufficiale con personale umano a bordo.

Il progetto è il primo della storia a prevedere che un essere umano resti tanto tempo a bordo di un veicolo spaziale. Il precedente record, sempre che io non venga smentito, è ancora detenuto (involontariamente) da Sergei Krikalev, rimasto “naufrago” sulla stazione spaziale Mir per 313 giorni a seguito della caduta dell’Unione Sovietica.

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