Google presenta Android 4.0: uno sguardo al futuro

Ice Cream Sandwich è arrivato, ricco di nuove scelte stilistiche, con qualche funzione utilissima in più e soprattutto una piccola rivoluzione: ci sarà solo Ice Cream Sandwich, tanto per smartphone quanto per tablet, niente più divisioni come con Honeycomb e Gingerbread.

Dalla lontana Hong Kong vengono proclami piuttosto piacevoli per la galassia Android: la prima cosa a cambiare è lo stile grafico e la maniera con cui l’interfaccia interagisce. Anche i "fondamentali" sono stati ridisegnati e gli sviluppatori sono estremamente soddisfatti da Roboto, il nuovo font sans serif che fa da anima all’intero sistema. Dalle curve tondeggianti, molto chiaro da leggere, è un manifesto sullo stile intrapreso.

Questa filosofia si legge anche nel rinnovo della grafica, più semplice e chiara e “un po’ meno geek”. In un'intervista a This is My Next il designer dell’interfaccia Matias Duarte critica le scelte di iOS (troppi richiami ad oggetti reali, quasi kitsch) e Windows Phone 7 (troppo rigido e minimalista) e spiega di aver tentato una strada meno estrema e più equilibrata.

In Ice Cream Sandwich è possibile accedere a notifiche da ogni applicazione (persino dallo schermo di blocco tastiera) e quasi ogni modifica agisce tramite drag’n’drop o swipe. Si è cercato di mantenere le stesse procedure in modo coerente su tutto il sistema.

Anche il livello di controllo che l’utente esercita sul sistema è aumentato. La gestione della batteria è rimasta la stessa, ma sarete felici di sapere che ora anche il traffico di dati viene tenuto sotto controllo con le stesse meccaniche, utilissimo per chi ha un rigido piano mensile. Inoltre è molto più facile “uccidere” le app in background che rubano memoria. Come ciliegina sulla torta, ora potrete sempre cancellare le applicazioni inserite dai fabbricanti, un’opzione che prima mancava.

Impossibile parlare di Ice Cream Sandwich senza nominare le due nuove feature che hanno fatto il giro del mondo. La prima è lo sblocco dello schermo con il riconoscimento facciale, un algoritmo sofisticato ma ancora un po’ grezzo, che il più delle volte funziona (per fortuna si può sbloccare anche manualmente). La seconda è Beam, un metodo per il trasferimento dati NFC, ovverosia in wireless tra due apparecchi Android vicinissimi. Link, app, biglietti da visita virtuali sono generalmente quello che gli utenti vorranno scambiarsi facilmente, senza mandare messaggi. Deve essere tutto semplicissimo ed in questo caso lo è: basta piazzare uno smartphone contro il guscio posteriore di un altro ed appare subito un menù per il trasferimento.

Al momento l’unico apparecchio ad usare Ice Cream Sandwich è il Galaxy Nexus (a cui Google ha dedicato un sito e la presentazione stile Tron qui sopra), ma sono sicuro che presto vedremo anche i primi tablet.

Via | Engadget | Slashgear 1 e 2 | Electronista

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