CES 2015 Reportage: le TV "superano" il 4K con nuove tecnologie: Quantum Dots, schermi curvi, interfacce

Una rassegna di tutte le tecnologie che hanno condizionato il mercato dei televisori del futuro prossimo, per quello che abbiamo potuto vedere con i nostri occhi al CES 2015


Diversificarsi, o perire: questo sembra essere stato il motto dei produttori di TV che si sono presentati al CES 2015 nel proprio assetto di battaglia. Una rapida analisi delle “schiere” in campo ci permette di notare subito alcuni trend comuni.

Il primo, è il “superamento” del 4K. Intendiamoci: sono ancora pochini ad avere una 4K a casa e l’altissima risoluzione non solo non è comune, ma non è neppure uno standard di mercato. Eppure il fatto di poter scrivere UHD, o 4K o qualche altra sigla similare non avrebbe mai potuto impressionare né i concorrenti, né la stampa, né tantomeno gli utenti.


Le Smart TV Sony Bravia 4K con nuovi processori e Android TV, e gli altri gadget del brand giapponese

Il secondo trend è stato quello di una corsa a un prezzo concorrenziale. Spariti i tempi del prototipo entusiasmante, il 2015 è stato l’anno del lancio di vaste (e un po’ confuse) serie di TV 4K e Smart TV a un prezzo accessibile. Messa da parte la tecnologia OLED, non ancora pronta per il mercato, i brand hanno tutti puntato sull’alternativa Quantum Dots, un filtro di semiconduttori nanocristallini che non è in grado di fare neri “davvero neri” come i LED organici, ma ha colori altrettanto vari e saturi e soprattutto si declina nei televisori 4K con più facilità. L’altissima risoluzione, insomma, ha garantito ai televisori LCD di “penultima” generazione una nuova giovinezza, soprattutto perché il costo dei televisori Quantum Dots è raggiungibile dalle tasche di un utente qualsiasi. Sony, LG, Samsung e tutti gli altri si sono adattati, pur chiamando questo tipo di display con marchi commerciali differenti.


Nuove TV Samsung SUHD presentate al CES 2015

Il terzo trend è stato quello dell’originalità tecnologica. Non ci sono ancora gli OLED, e tutti usano lo stesso tipo di risoluzione e gli stessi metodi per raggiungerla, quindi i brand si sono buttati in una gara di innovazione per migliorare tutto il resto. Al CES abbiamo visto un fiorire di invenzioni e stratagemmi:

  • Il 21:9, da formato di frangia, è diventato un’offerta quasi comune. Di sicuro perfetto per gli amanti del cinema e degli schermi giganti, dubitiamo possa davvero imporsi sul mercato
  • Gli schermi curvi: se la Smart TV non è concava, apparentemente non la vuole nessuno. Con buona pace di chi cerca di guardare il telegiornale con la coda dell’occhio mentre affetta una carota in cucina, ben lontano dal “fulcro” del suo divano.
  • Gli schermi pieghevoli, che risolvono il problema di angolo visivo insito nell'avere un televisore curvo. Il meglio di due mondi, da piatto a concavo con un tasto.
  • I sistemi operativi smart. Google ha fatto il colpaccio diffondendo il proprio Android TV, ma Samsung e LG hanno migliorato di molto la gamma di Smart TV usando rispettivamente Tizen e WebOS
  • HDR: come abbiamo detto gli OLED sono eccitanti per i loro neri “reali”, ma tutti i produttori hanno fatto a gara per portare sulle proprie TV l’High Dynamic Range, una tecnologia che migliora il contrasto dell’immagine su qualsiasi contenuto grazie a sofisticati algoritmi. E noi umani notiamo di più un contrasto ben dosato di una risoluzione super-alta. Il CES 2016, ne siamo convinti, sarà il salone dell’HDR.

Sarà un anno eccitante, ricco di sorprese. Tutti davano per spacciato il mercato dei televisori, e invece l’innovazione inizia a farsi strada dove prima sembrava esserci solo il ristagno.


LG al CES 2015 - TV OLED e Quantum Dot, sistema audio Music Flow e armadio lavatrice LG Styler

Quantum Dots, la "nuova" tecnologia sulle TV presentate al CES 2015


tecnologia Quantum dots

Se state seguendo attentamente il CES 2015 di Las Vegas vi sarete senz'altro accorti che il settore TV è dominato quasi interamente dalla tecnologia Quantum Dots: a usarla per prima, fino a prova contraria, dovrebbe essere stata Sony circa tre anni fa; oggi, invece, l'abbiam vista in molti televisori Samsung, LG e TCL: al CES 2015, insomma, Quantum Dots ha fatto la parte del leone. Ecco perché siamo qui per spiegarvi di cosa si tratta, e dunque perché le aziende hanno iniziato a usarla molto più frequentemente rispetto al passato.

Abbreviata con l'acronimo QD, la tecnologia Quantum Dots consiste essenzialmente in un filtro per la retroilluminazione LED, che migliora notevolmente la fedeltà cromatica dei televisori LCD. Si tratta, dunque, di una scoperta che, se sfruttata per bene, potrebbe apportare un contributo davvero positivo all'esperienza utente, soprattutto se pensate che orma il 4K è ovunque.

Troveremo sempre più spesso, e infatti questa è stata la principale novità del CES 2015 nel settore, televisori con tale risoluzione, abbinata a QD: non è poco, anche se - diciamocelo - forse per mercati come l'Italia, dove non è diffusa neanche l'alta definizione (HD), non serve a molto. Poi c'è un altro neo, che purtroppo continua a caratterizzare le varie generazioni di televisori: questi ultimi sembrano un po' come le console next gen, vale a dire potenti ma non altrettanto interessanti dal punto di vista dei contenuti; cosa me ne faccio, allora, di una TV 4K QD, se non offre dei contenuti parimenti soddisfacenti?

Approfondisci: tutta la gamma di Smart TV Sony al CES 2015 di Las Vegas

Tornando alla tecnologia Quantum Dots, ricordiamo che non si tratta di un'invenzione nuovissima: la scoperta risale a trentatré anni fa ad opera degli scienziati russi Alexander Efros e Aleksey Ekimoz, assieme a Louis Brus, che stava lavorando a un progetto completamente diverso. Vi aggiorneremo su tutti gli sviluppi nell'uso della tecnologia in questione.

Via | The Verge
Fonte foto | Nanoco

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