Intel al CES 2015: le CPU Broadwell finalmente sono qui, da Celeron a Core i7

Intel si è rimboccata le maniche ed è riuscita finalmente a presentare i suoi chip Broadwell di 5a generazione. Erano attesissimi, anche se non migliorano le prestazioni rispetto agli Haswell.

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Broadwell, l’attesa 5a generazione dei processori Core di Intel è davvero arrivata, ed è sbarcata al CES 2015. Questa nuova tecnologia era stata preannunciata molti mesi fa, ma non è stato certo facile per la corporation lavorare a queste CPU con produzione a 14nm. ​I primi Broadwell annunciati erano quelli della linea Core M, ancora nel 2014. Oggi l’intera serie è stata completata da processori Core i3, i5 e i7, oltre che Pentium e Celeron. Il range di applicazione va dai tablet/ultrabook 2 in 1 ai PC super potenti per il montaggio video e il gaming, con tutte le altre categorie in mezzo ben servite per un totale di 17 nuovi processori dual-core. I quad-core arriveranno più avanti - non ci è chiaro quali siano i problemi produttivi di Intel, ma è evidente che la corporation si sia dovuta ingegnare e sforzare parecchio per gli attuali risultati, e la sua “maratona” progettuale e produttiva non è ancora finita.

Fortunatamente una lunga attesa è perfettamente giustificata dall’esito finale. Abbiamo un processore che consente una maggiore efficienza e pertanto una durata della batteria decisamente superiore, che va dal 20% al 30% in più rispetto ad Haswell.

“Tick”


Intel produce i propri processori secondo un piano chiamato “tick tock”, il suono di un orologio, che vuol dire che i processori di una generazione “tick” hanno la stessa architettura, ma un diverso e raffinato processo produttivo della generazione precedente, una “tock”. I Broadwell sono una generazione “tick”, e la CPU non è migliorata di molto come performance, anzi, ci si trova davanti allo stesso genere di “range”. Intel non è preoccupata: conta che voi cambiate il vostro PC tra il suo quarto e quinto anno di vita.

Allo stesso tempo, però, abbiamo a che fare con una GPU integrata estremamente migliore di quella precedente. Quella di Broadwell può giocare ai videogame e riprodurre contenuti 4K senza impazzire, per esempio - anche se non tutti i processori di questa nuova generazione sono corredati dello stesso chip grafico. Secondo Intel, comunque, la “forza” delle GPU è migliorata del 22%, e l’encoding video del 50%. Possono persino permettersi lo streaming del 4K in wireless con tecnologia Intel WiDi.

Quanti PC con chipset Broadwell saranno alla fine acquistati? Non lo sappiamo, perché il mercato è in continua contrazione, e chi ha un PC, anche vetusto, se lo tiene finché non schiatta. Secondo Intel, tuttavia, il parco macchine nel range dei 4/5 anni di vita o più è attorno ai 600 milioni, e questi sono tutti possibili clienti.

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