Andare su Marte è diventato più economico (almeno per i robot)

Una coppia di matematici scopre una maniera per fare in modo che Marte venga a prendere le nostre sonde, invece di spedirle a raggiungere il pianeta rosso.

mars

Francesco Topputo e Edward Belbruno, due matematici, hanno scoperto una maniera molto più economica per arrivare su Marte. Arrivare sul pianeta rosso è davvero difficile, perché è molto lontano, e come generalmente fanno i pianeti la sua distanza dalla Terra continua a cambiare.

La nuova “rotta” se così si può chiamare, risparmia moltissimo sul quantitativo di carburante e quindi anche sul peso da spedire. Questo metodo, chiamato “ballistic capture”, sfrutta il movimento di Marte nei confronti della Terra. Generalmente il veicolo spaziale viene puntato verso la posizione in cui si troverà il bersaglio al momento dell’arrivo, e richiede che si usi del propellente per frenare. Nel caso del ballistic capture, la sonda invece va più lenta e si mette a viaggiare sulla traiettoria di Marte. Il pianeta pian piano arriva, e cattura nella sua orbita il mezzo interplanetario.

Ci sono moltissimi vantaggi - in primo luogo non serve bruciare carburante per frenare, e in totale basta caricarne a bordo solo il 25% del solito. In secondo luogo, non è necessario aspettare una “finestra” ottimale per il lancio, consentendo una maggiore flessibilità. Questo vuol dire che in futuro si potranno spedire più missioni con un carico maggiore, oppure sonde più leggere a un prezzo inferiore, perché servirà un vettore più piccolo per il lancio.

Purtroppo questo metodo non è adatto a lanciare esseri umani, perché raggiungere Marte con la ballistic capture impiega un periodo di tempo maggiore. Se ci vogliono sei mesi per arrivare su Marte normalmente, con questo metodo bisogna aggiungere mesi.

L’idea di Topputo e Belbruno sembra “facile”, e in effetti è stata già impiegata in passato per raggiungere la Luna. Fino ad oggi, però, per Marte sembrava irrealizzabile, a causa della maggiore velocità relativa tra il nostro pianeta e il bersaglio. Ma il progresso c’è stato, e il trucco di spedire la sonda a milioni, anzi, decine di milioni di chilometri davanti al pianeta consentono di entrare gradualmente nell’orbita di Marte.

Magari un giorno con lo stesso sistema si potranno spedire a basso costo equipaggiamenti, merci e materie prime in tutto il sistema solare?

Via | Scientific American
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: