Il primo drone in materiale organico prende il volo nei laboratori della NASA

I ricercatori e gli ingegneri dell'Ames research centrer della NASA hanno da poco completato il primo test di volo di un drone costruito con materiali organici in grado di dissolversi all'occorrenza per eliminare le tracce della sua presenza.


drone-biodegradabile

L'Ames Research Center, uno dei più grandi ed attivi centri di ricerca della National Aeronautics and Space Administration degli Stati Uniti, è al lavoro su un drone da esplorazione con dei connotati davvero particolari, progettato per le missioni più delicate e sensibili e pensato per essere completamente biodegradabile.

La tecnologia dei droni, piccoli veicoli aerei senza equipaggio, è sempre più diffusa anche a livello del mercato consumer e, sebbene le regolamentazioni in buona parte dei paesi occidentali non ne permetta un utilizzo privo di restrizioni, non è difficile vederli impiegati nei compiti più disparati, dalla videosorveglianza a, appunto, la ricerca.

In questo caso la NASA punta a qualcosa di più specifico di un semplice velivolo per le riprese video ma ha progettato un dispositivo all'avanguardia costruito in materiale organico: il primo “drone biologico”.

La parte più corposa del velivolo è prodotta in mycelium – una massa di filamenti che costituisce la parte vegetale di un fungo – materiale che può essere prodotto e cresciuto in un laboratorio conferendo ad esso varie forme e può essere applicato in vari ambiti, come ad esempio gli imballaggi.. Il telaio, nella fattispecie, è stato prodotto da Ecovative Design, società di Green Island a New York.
A copertura di questo strato sono stati utilizzati dei fogli di “pelle” di cellulosa cresciuta tramite coltura batterica e che a sua volta è coperta dello stesso materiale che la vespa cartonaia usa come strato impermeabile per il proprio nido. I circuiti, infine, sono stampati con inchiostro d'argento nanotecnologico.

L'idea è quella di utilizzare il drone per l'esplorazione di territori distanti senza rischiare di contaminare l'ambiente o per sorvegliare zone importanti riducendo il rischio di tradire le attività di sorveglianza.

Attualmente non tutto il drone è composto di materiale biodegradabile, però: pale, batteria e controlli sono stati trapiantati da un drone tradizionale, fattore che sconfigge il proposito del progetto, ed i ricercatori sono al lavoro per rendere degradabili anche i sensori.

Via | TheVerge

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