C'è ghiaccio su Mercurio: nuova scoperta della sonda Messenger e della NASA

Mercurio ha l'acqua, imprigionata in fondo ai crateri e al riparo dall'irradiamento del Sole. La fonte sono le comete, che nei miliardi di anni dalla formazione del sistema solare sono cadute dove luce e calore non hanno potuto raggiungerle.

NASA: sonda Messenger trova acqua su Mercurio


Ghiaccio su Mercurio? C’è.
L’hanno portato le comete - o forse una sola, gigantesca cometa - ed è conservato al sicuro in crateri perennemente bui al polo.

La sonda Messenger è arrivata a Mercurio dopo un viaggio straordinariamente lungo e complicato, con l’assistenza gravitazionale dell’effetto fionda di ben tre pianeti, usati per sei volte. A marzo la piccola astronave si è piazzata in orbita attorno al pianeta più piccolo del sistema solare, che prende il nome dal dio della velocità - E dei messaggeri, come il nome di questo veicolo robotizzato potrebbe far intuire.

L’obiettivo del Messenger è di svelare alcuni dei segreti di questo pianeta misterioso, vicinissimo al sole. Il lato che è illuminato dal nostro astro raggiunge i 450° (che, sorprendentemente, è meno del corrosivo e soffocante Venere), mentre il lato al buio scende fino a 210°. Senza un’atmosfera, Mercurio è poco più di una roccia cosparsa di crateri sospesa sopra a una fornace di gas a fusione nucleare. Ma questo vuol dire che si tratti di un posto semplice, di cui sappiamo tutto? Chiaramente no. Il nostro “viaggio” a Mercurio è appena iniziato, e i misteri che circondano il pianeta sono molteplici. E oggi scopriamo qualcosa di nuovo: l'acqua.


Che ci fosse acqua, seppur in forma solida, lo sospettavamo da molto.
I rilevamenti del polo dei piccolo corpo celeste fatti dal nostro pianeta ce l’avevano fatto intuire. I nostri radiotelescopi, infatti, sembravano indicarlo, come anche lo spettrometro neutronico del Messenger, che aveva già rivelato la presenza di idrogeno - un atomo che su Mercurio non poteva essere libero, ma doveva essere intrappolato nell’acqua.

Ora che il Messenger è in orbita, le prime immagini hanno rivelato proprio il ghiaccio che si stava cercando, al polo, nelle profondità di crateri dove il calore del sole non può arrivare, dato che non c’è un’atmosfera in grado di trasferire il calore dove l’irradiazione dal Sole non è diretta.

Secondo le teorie attuali, il ghiaccio ha più o meno il volume d’acqua del lago Michigan, e non si sa se sia il frutto del deposito di miliardi di anni di comete oppure di un singolo corpo celeste. In ogni caso l’attuale conformazione, stando ai dati, non pare essere così antica. E dove c’è il ghiaccio, ci sono strati di “sporco” organico, scuro e volatile, le basi della vita che le comete sembrano costantemente portarsi appresso.

La sonda continuerà il suo duro lavoro. E probabilmente nei prossimi decenni verrà raggiunta da altre compagne. Per quanto riguarda l'esplorazione umana, francamente dubitiamo che delle persone trovino mai la necessità di esplorare il piccolo pianeta in prima persona. Completamente ostile alla vita, Mercurio ha ottime possibilità di rimanere nel suo splendido isolamento fino a quando il Sole non deciderà di ingoiarlo.

Via | Time

  • shares
  • Mail