NASA studia per i droni civili un sistema di controllo del traffico automatizzato

La NASA sta sviluppando un sistema di controllo del traffico aereo pensato per i droni: automatizzato e sofisticato, dialogherà in tempo reale con stormi di questi piccoli robot.

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La NASA si sta impegnando per risolvere il buco normativo e procedurale che riguarda i droni civili, non tanto le piccole macchine usate da fotografi e amanti del telecomando, quanto quelle che potrebbero essere usate nel futuro prossimo per scopi commerciali come la consegna di pacchi (vedi Amazon e Google), il controllo del traffico oppure l’irrorazione agricola.

Come avrete certamente realizzato, è sì possibile costruire dei droni che in qualche maniera sono in grado di raggiungere con precisione un luogo o una persona per consegnare un pacco, come è anche facilissimo creare uno stormo di “api operaie” che spruzzano anticrittogramici su un vigneto - ma solo se consideriamo il vigneto come un ambiente chiuso, come se fosse una stanza. Ma il fatto di aver creato un prototipo in grado di portare a termine queste operazioni non fornisce standard riconoscibili, e non comunica all’esterno le intenzioni dei robot, che come ben sappiamo hanno la tendenza di andare avanti per la propria strada seguendo la programmazione, non sapendo parlare. Un drone singolo è facile da gestire. Ma che dire di centinaia, operati da aziende e sistemi completamente differenti?

La soluzione della NASA


Project Wing

La NASA sta cercando di risolvere i problemi suddetti, e in genere quello che concerne la programmazione delle attività dei droni. L’idea dell’agenzia spaziale statunitense è di creare un programma di gestione del traffico aereo dedicato espressamente ai droni, un sistema pensato per regolamentare e rendere comprensibili alle autorità e ai piloti di altri mezzi volanti le attività dei robot aerei. La fascia in cui si dovranno muovere i droni sarà una quota molto bassa, che non dovrebbe superare i 150m, e comprenderà tutto il necessario per far sopravvivere i droni in spazi aerei molto impegnativi come quelli formati da edifici e ostacoli cittadini, tenendoli lontani da no-fly zone come aeroporti, consolati o altri luoghi pericolosi. Oltre ad assicurare il buon funzionamento dei droni, il sistema di traffico aereo creerà delle condizioni di sicurezza per le persone.

Tutto questo ricreerà insomma l’ambiente e gli standard delle torri di controllo del traffico aereo regolare, ma su un’altra scala e con le necessità di computer volanti e ambulanti. Per esempio, non ci sarà una torre di controllo fisica, con umani che parlano nelle cuffie, ma piuttosto un sistema totalmente automatizzato, che terrà costantemente d’occhio clima e spazio aereo per decidere se i droni possono o non possono volare.

Secondo la NASA non mancheranno clienti. L’installazione di questo complesso pacchetto software da parte delle autorità civili sarà giustificato dalle insistenze degli imprenditori agricoli, che forse saranno i primi a volerlo, ma diventerà importante per molte infrastrutture: ad esempio ferrovie, compagnie elettriche e autostrade potranno usare i droni per monitorare lo stato di manutenzione dei tracciati.

Seguiranno sistemi più complessi, come quello delle consegne, che richiedono anche droni molto più sofisticati, in grado di adattarsi e di riconoscere pericoli immediati e navigare vicinissimi a ostacoli. Il sistema di controllo aereo della NASA avrà il doppio ruolo di fornire un’infrastruttura a corporation come Amazon e Google, a dare una maniera agli stati di comprendere e gestire i droni e per finire favoriranno la fiducia del pubblico nella nuova tecnologia.

Via | New York Times

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