Galateo hi-tech: i droni non servono per infastidire

Le nuove applicazioni tecnologiche aprono altre pagine nel libro del bon ton, ponendo problematiche prima inesistenti.

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Il galateo hi-tech impone un uso corretto della tecnologia, che propone a getto continuo i frutti di un incessante lavoro di ricerca e di sperimentazione.

Fra gli oggetti di più stretta attualità ci sono i droni, per i quali potrebbe prospettarsi un impiego molto esteso, anche in ambito privato. Questo pone esigenze nuove, in termini di bon ton e di privacy.

Condividere con equilibrio i frutti della tecnologia

Usare gli apparecchi a pilotaggio remoto può comportare dei rischi per la sicurezza, ma anche per il quieto vivere delle persone, che potrebbero essere riprese e godute come oggetto cinematografico da chi non si pone il problema del rispetto altrui.

Fondamentale, in casi del genere, è il buon senso, che porti a capire quali sono i limiti da non superare, perché il nostro giovamento sensoriale non coincide necessariamente con quello degli altri, anche quando erroneamente siamo portati a pensarlo.

Sbagliato, quindi, invadere la sfera della privacy altrui o coinvolgere il prossimo in lavori video senza averne un preventivo consenso, non solo per le possibili beghe legali, ma per una predisposizione allo stile che deve prevalere su tutto il resto.

Meglio riprendere un paesaggio piuttosto che il vicino di casa mentre innaffia le piante o prende il sole nel parco della sua villa. Non ci vuole molto a capire che gli abusi non ci fanno onore e disegnano di noi una pessima reputazione. Ci vuole poco ad evitare di essere dipinti come rompiscatole. Meglio, allora, comportarsi bene.

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