Google Project Wing: ecco come sono fatti i droni per le consegne di Google

I droni di Project Wing sono apparentemente super tecnologici, ma sono ancora dei prototipi e di fatto sono costruiti uno per uno, a mano.

Project Wing

Google ha stupito il mondo rivelando tramite la testata The Atlantic che sta lavorando a un sistema di consegne tramite drone, un concorrente del servizio che Amazon vorrebbe attivare il prima possibile, insomma.

Ai droni lavora il suo famoso laboratorio segreto Google X, e Project Wing è il termine usato per dare un nome al loro lavoro su questi particolarissimi droni pony-express. I velivoli robotici di Google sono molto più originali e interessanti di quelli pensati da Amazon, che sono dei “regolari” velivoli multielica. Il laboratorio Google X ha scelto una soluzione molto differente.

Project Wing
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Come sono fatti i droni Project Wing


Project Wing

I droni da consegne di Google oggi come oggi sono ancora un prototipo. Studiati in una stanza chiamata “The Hatchery” (che in italiano potremmo chiamare “il vivaio per uccelli”), sono di dimensioni sorprendentemente grandi, e costruiti con un disegno ad ala delta. Pensate insomma a un aquilone o un deltaplano. Il nome dell’ultimo prototipo è Chickadee.

Questa forma gli permette di cambiare configurazione di volo, e di rimanere fermo in aria nel cosiddetto “Spirito Santo”, usando i suoi propulsori a elica come un elicottero. Questa modalità è usata in fase di decollo e atterraggio e per effettuare le consegne, che avvengono tramite un cavo, dall’aria.

Da fermo il drone è come lo Space Shuttle, con il muso puntato verso l’alto. La coda fa da “stand”, una gamba che lo tiene ritto. La superficie esterna è di materiale plastico, come anche la scocca della fusoliera. Le ali sono di leggerissima schiuma ricoperta da un sottile strato lucido. Il Chickadee ha l’aria liscia e aerodinamica di un bianco aereo di linea, ma è stato completamente fatto a mano, segato e piegato per ottenere la forma voluta. Ci sono quattro propulsori, due sulle ali, due sul corpo centrale.

La configurazione “tail sitter” non è mai stata molto popolare nel mondo dell’aeronautica, nonostante alcuni esperimenti degli anni cinquanta o anche prima. Ai piloti, onestamente detto, non piace affatto l’idea di girare sul posto. Un drone però non deve badare alla nausea.

Il sistema di consegna dall’alto è altrettanto interessante. Perché calare il pacco con un cavo? La risposta è che gli utenti che ricevono un pacco hanno sempre l’istinto di prenderlo il prima possibile, anche se sanno che le eliche sono pericolose. Questo risolve il problema, oltre a crearne molti di carattere ingegneristico: il pacco scende a 10 metri al secondo e viene frenato a due, e se incontra un ostacolo tale da bloccare tutto, esiste un rasoio che può tranciare il cavo e salvare il drone.

Telemetria: questo drone è un robot?

Uno dei punti più interessanti del problema delle consegne di Google è il suo cervello elettronico. Nella zona della coda, che qui ricordiamo è una zona al centro dell’ala singola, c’è un computer che è più o meno potente come un desktop attuale. Ci sono accelerometri, giroscopi e GPS. Niente puntatore laser, oggi: il suo inserimento è previsto per il futuro. I dati telemetrici vengono spediti tramite due radio, una a banda larga, l’altra a banda corta.

Google sta lavorando alacremente anche per dare al suo drone un cervello in grado di reagire ai casi limite, alle stranezze e a tutto quanto riguardi l’effettiva consegna automatizzata nel mondo reale. Il Project Wing studia un drone senza pilota remoto, un vero robot, insomma.

Però al contrario di Amazon, Google intende usare il metodo Google Maps per l’automazione: impiegare centinaia o migliaia di persone per fornire assistenza, dati e correzioni, in modo da insegnare alla macchine a fare il proprio lavoro efficientemente. Alla fine del progetto, quando i droni potranno davvero volare, gli esseri umani si saranno letteralmente fatti licenziare dalla macchine, ormai rese indipendenti.

Il problema da risolvere, a quel punto, riguarderà tutti quei problemi in cui gli uomini non possono aiutare, come evitare le collisioni con uccelli e altri velivoli.

Via | The Atlantic

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