Galateo hi-tech: condividere con equilibrio i frutti della tecnologia

L’uso disinvolto della tecnologia ci può portare verso situazioni imbarazzanti, di cui magari non ci rendiamo conto, per la naturalezza del metodo.

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In quest’epoca dai forti connotati tecnologici, certe volte perdiamo di vista il bon ton, ritenendo legittimi dei comportamenti che non sono intrinsecamente corretti come potremmo pensare. Il galateo hi-tech impone la massima attenzione nei confronti del prossimo, perché il progresso non giustifica tutte le libertà, specie in ambito social, dove la mania di condivisione oggi è imperante.

Quando scattiamo una foto o giriamo un video con il nostro smartphone o tablet, siamo portati a farli vedere a un gran numero di persone, ma bisogna capire se la situazione illustrata risponde al piacere degli altri soggetti immortalati nello scatto o nel filmato. L’ideale sarebbe chiedere il loro consenso alla pubblicazione; in alternativa, possiamo tentare di trasformarci in psicologici, per cercare di valutare l’impatto che il nostro comportamento può avere sulla sensibilità altrui.

Galateo hi-tech: lo stile anche dai suoni

Lo stesso vale quando tagghiamo qualcosa, presi sempre dalla smania dell’ecumenismo. In casi del genere possiamo generare un forte imbarazzo. Immaginiamo di introdurre delle cose che stonano o infastidiscono sulla bacheca Facebook altrui, in assenza di apposite regolazioni della privacy da parte del destinatario di questo nostro comportamento impulsivo.

Ho visto scatti che osannano la Porsche in bacheche di presidenti purosangue di club Ferrari, con sincero imbarazzo di questi ultimi. Probabilmente la stessa cosa vale nella direzione opposta, generando insofferenza nei porschisti più incalliti, per la grande rivalità fra i due marchi. Immagino la provocazione rappresentata in ambito calcistico da tag inappropriati.

E’ brutto, poi, sporcare la bacheca dei nostri amici con foto e video, specie se lontani dallo stile e dagli interessi di costoro, che magari non staranno lì a sottolinearlo, ma se solo stessimo più attenti capiremmo che certe cose non sono così ben accette, nonostante l’assenza di reazioni negative “visibili”. L'eleganza ci richiede tutte le precauzioni, per renderci migliori agli occhi degli altri.

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