Droni per le consegne in India di Amazon Prime?

Consegnare i prodotti in fretta è una priorità delle aziende legate all’universo dell’e-commerce, che valutano le nuove opportunità offerte dalla tecnologia.

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Amazon Prime sonda il mercato dei droni per capire l’eventuale applicazione nel suo pacchetto di servizi di spedizione. Il sistema di abbonamento del noto store online, orientato a chi fa acquisti multipli nel corso dell’anno, potrebbe agganciarsi all’universo degli aeromobili a pilotaggio remoto per le consegne.

Poiché negli Stati Uniti questa possibilità (per fortuna dal mio punto di vista) è al momento preclusa, il gruppo di Jeff Bezos sta pensando all’India come punto di partenza del loro impiego. Nel paese dei maharaja le normative sono meno restrittive e potrebbe giungere l’eventuale autorizzazione all’impiego. I test dovrebbero iniziare nelle regioni di Mumbai e Bangalore (la Silicon Valley indiana), in cui si trovano i magazzini del gruppo, ma è ancora presto per dare per buona la cosa, anche se si parla del mese di ottobre per l’avvio della sperimentazione.

Uno sciame di droni per suonare la musica: incredibile!

Diversi mesi fa l'uso dei droni aveva richiamato l'attenzione degli spedizionieri. Forse la motivazione era di natura pubblicitaria, ma parlarne non è un peccato. Giusto fare una premessa: io sono contrario a tale sistemi, che magari ridurranno di qualche ora i tempi di consegna, ma che rappresentano un oggettivo fattore di rischio per l'incolumità delle persone.

Immaginate una città piena di questi strumenti volanti, che nascondono la luce del sole o che possono cadere in testa o sbattere in faccia, per un'avaria o un'interferenza. Io spero che i legislatori assumano dei provvedimenti restrittivi, per limitarne drasticamente l'uso con ferree regole da rispettare. Le aziende commerciali cerchino altri sistemi per ottimizzare la logistica, già oggi molto efficiente.

Non si capisce perché per guadagnare una manciata di ore nella consegna di un pacco si debba complicare e mettere a rischio la vita delle persone. E poi...chi firmerebbe le ricevute? Spero che sia solo una strategia di marketing, destinata a far parlare la stampa, riducendo il tutto a una mera destinazione comunicativa, senza altri risvolti concreti, perché se una cosa del genere prendesse piede sarebbe davvero sgradevole. Almeno secondo me.

Via | Generation-nt.com

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