Paracadute supersonico, LDSD testato alle Hawaii dalla NASA

Un paracadute supersonico è l'ultimo esperimento della NASA: ecco cosa è successo durante l'ultimo test alle Hawaii

paracadute supersonico Ieri la NASA ha sperimentato un paracadute supersonico identificato con l'acronimo LDSD 'Low Density Supersonic Decelerator': si tratta di un dispositivo molto più grande di quelli usati attualmente e che servirà soprattutto per le spedizioni su Marte, al centro dell'attenzione da un bel po' di tempo dopo l'invio di Curiosity sul pianeta.

A molti non sorprenderà, ma qualcuno potrebbe non saperlo: atterrare su Marte non è possibile con i normali paracadute (progettati verso gli anni Novanta); l'atterraggio, infatti, è possibile solo con strumenti adatti per l'atmosfera e l'ambiente marziano: ecco perché è stata usata, per il lancio, la U.S. Navy's Pacific Missile Range Facility presso l'isola di Kauai, nelle Hawaii, verso le ore 8.40 locali. Un gran bel momento per la scienza, visto che gli studiosi, pur avendo fatto qualche errore, sono riusciti a far atterrare il paracadute.

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Lungo 30.5 metri e abbinato a due dispositivi simili a diski volanti, LDSD è dotato, ovviamente, pure del classico pallone da paracadute, le cui dimensioni, però, sono del tutto diverse da quelle di un paracadute normale. LDSD è stato lanciato, pensate, fino a 55 chilometri di altezza alla velocità di Mach 4 (pari a quattro volte la velocità del suono): l'obiettivo era simulare una caduta nell'atmosfera marziana, riprodotta dalle condizioni che si trovano a 55 chilometri di altezza sulla terra.

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Il risultato? Dicevamo positivo: tutto ha funzionato fino all'inizio della fase di atterraggio, visto che poi il paracadute non si è aperto correttamente; questo, però, non gli ha impedito atterrare alle 23.40 su suolo italiano, permettendo agli scienziati di scoprire tutti gli errori da correggere e i pregi di questa nuova tecnologia. Servirà questo paracadute supersonico per le prossime escursioni su Marte?

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