Google Project Loon, miglioramenti ai palloni che connettono a Internet

Google continua con gli upgrade al suo Project Loon, i palloncini che consentono di connettere a internet le zone disagiate: ora anche connettività mobile

Galleria di Google Project Loon

La famosa Divisione X di Google, sempre coinvolta in imprese che vengono definite “ad alto rischio” (di fallimento, cioè, non “pericolose” in senso stretto) ha un bellissimo successo sul suo scaffale: quello - da tanti ritenuto improbabile - del Project Loon. Connettività alle zone disagiate senza infrastrutture costose, ecco un problema che i palloni di Google possono risolvere: ciascuna sonda argentea e fluttuante si porta dietro un carico di tecnologia atta a connettere la popolazione sottostante alla Grande Rete, una connessione di qualità, ad alta velocità.

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È passato un anno quasi esatto dalla proclamazione di Project Loon, e lo scetticismo era palpabile. In soli 12 mesi le nuove sonde volanti hanno 10 volte la portata, la durata in volo, la banda e persino la manovrabilità dei prototipi. Non ci saranno altri progressi così impressionanti, badate bene, ma solo perché i palloni stanno raggiungendo il massimo delle loro possiblità con la tecnologia attuale.

L’obiettivo dei 100 giorni di volo prima dell’inevitabile caduta è a portata di mano. Il problema peggiore, ha scoperto Google, consisteva nei piccoli fori che si creavano durante l’operazione di lancio. Ora per stendere i palloni le crew usano letteralmente delle calze di morbidissimo pelouche, testati con una sorta di danza. Anche un solo buco delle dimensioni di uno spillo è letale per la durata del pallone, quindi anche queste misure poco dignitose si sono rivelate preziose.

I record sono tanti- I palloni si orientano cercando le correnti nella cui direzione vogliono volare, e sono controllabili da terra solo per quanto concerne l’altezza. La durata massima di un volo ha superato i 100 giorni, e il pallone non è ancora atterrato mentre scrivo queste righe, ma ci si attende che i suoi fratelli restino in aria almeno 75 giorni. Un altro “Loon” ha girato attorno alla terra 3 volte, e uno di questi giri è durato solo 22 giorni, un primato.

Ma il progresso più importante è l’LTE. Facciamo ancora fatica a goderne qui in Italia, ma i “Loon” ce l’hanno già, e questo ha aumentato la velocità di trasferimento a 22MB/sec per un’antenna a terra, oppure 5MB/sec per uno smartphone. Piuttosto impressionante, direi.

L’obiettivo è ora chiaro: tra altri 12 mesi ci sarà un network di palloni prevedibile e permanente, e non solo nelle aree disagiate del mondo.

Via | Wired

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