Galateo hi-tech: 5 cose da non fare con i nostri gadget

Il galateo si adegua ai tempi e tiene conto dell’incessante sviluppo della tecnologia, che cambia spesso i nostri stili di vita, spingendoci in alcuni casi verso comportamenti scorretti.

a:2:{s:5:"pages";a:6:{i:1;s:0:"";i:2;s:39:"No allo smartphone e al tablet a tavola";i:3;s:36:"Non ostentare gli accessori griffati";i:4;s:35:"Non usare un linguaggio da fighetto";i:5;s:37:"Non sprecare energia quando non serve";i:6;s:40:"Non buttare fuori posto le pile scariche";}s:7:"content";a:6:{i:1;s:1828:"BASKETBALL-WORLD-PHI-NBA-BLATCHE

L’universo hi-tech si evolve e propone soluzioni a getto continuo, che in alcuni casi rivoluzionano il nostro tempo, ponendo dei problemi di galateo, non avvertiti prima del loro avvento.

Il tema del corretto uso dei nostri gadget è di stretta attualità, perché presi dalle loro magiche alchimie, qualche volta dimentichiamo le regole basilari del comportamento nell’ambito della comunità reale, fatta di persone vere.

Come riferisce Wikipedia, nella lingua italiana il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione: è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, la norma convenzionale. Alcuni sinonimi della parola possono essere etichetta o bon ton.

Più accorti verso il mondo in cui viviamo

Doveroso evitare atteggiamenti scostumati, poco edificanti e sgradevoli. Non ci piace fare i maestri, perché non lo siamo e non abbiamo i titoli per metterci in cattedra, ma riteniamo che alcuni comportamenti possano aiutarci a vivere in modo più sano la nostra quotidianità tecnologica, con gesti più responsabili verso l’ambiente e più rispettosi verso il prossimo. Non ci vuole molto a migliorare le nostre abitudini: bastano piccoli cambiamenti.

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No allo smartphone e al tablet a tavola

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Una delle nostre abitudini più ricorrenti è quella di posare smartphone e tablet sul tavolo dove si mangia. Questo è già brutto a vedersi, ma lo diventa ancora di più se quando si sta seduti insieme ad altri si dà precedenza alle comunicazioni virtuali su quelle reali, che devono avere sempre la precedenza. Chattare o scrivere sui social network mentre gli altri parlano con noi è una cosa di cattivo gusto, interpretata negativamente da chi ci fa compagnia fisica e non virtuale, perché il messaggio subliminale è quello di un maggior interesse per il telefonino che per gli amici o gli altri soggetti presenti. Come se si desse maggiore preferenza alla connessione filtrata rispetto a quella vera, che deve avere sempre la preferenza.

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Non ostentare gli accessori griffati

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Ci capita di comprare cover e custodie di grandi firme, che esibiamo come status symbol, sottolineandone la presenza e magari anche il prezzo, come se questo servisse a farci salire di livello. Niente di più sbagliato: la grandezza di una persona si misura dall’umiltà, non dagli orpelli che esibisce. Le cose si comprano perché piacciono. Spesso, se griffate, hanno anche uno stile prezioso, che comunica il nostro amore per la bellezza, ma devono essere gli altri (eventualmente) ad accorgersene. Sottolinearlo noi ci rende invece antipatici. Chi ha tanti soldi e classe, poi, non sta certo a dire quanto gli è costata una cover…

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Non usare un linguaggio da fighetto

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Quando ci fanno qualche domanda sui nostri gadget tecnologici veniamo presi qualche volta dalla tentazione di sciorinare vocaboli inglesi di elevato tecnicismo, con cui vogliamo ostentare la nostra conoscenza. Salire in cattedra a qualcuno può anche piacere, ma non è bello verso chi umilmente ci pone un quesito per capire meglio una cosa. Quando si ha la padronanza vera della materia si riesce a farla capire anche a un profano. Lo dimostrano i grandi scienziati. Gli altri, che si affidano esclusivamente a un linguaggio criptico, spesso non hanno invece chiaro il quadro concreto della situazione. I vocaboli raffinati si usano quando l’interlocutore è ferrato in materia. Con gli altri la semplicità è più educata e rispettosa.

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Non sprecare energia quando non serve

Certe volte ci facciamo prendere dall’abitudine di lasciare il nostro smartphone o tablet sempre connesso ad internet o al GPS, anche quando non sarebbe necessario. Questo aiuta a scaricare più in fretta la batteria, incrementando i cicli di ricarica e il consumo della stessa, sprecando inutilmente energia e producendo una maggiore dose di rifiuti speciali. Essere più accorti nell’uso è un dovere verso l’ambiente e verso la società.

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Non buttare fuori posto le pile scariche

Alcune indagini statistiche raccontano della scarsa propensione che noi italiani abbiamo per il corretto smaltimento delle pile usate. In più le buttiamo con grande fretta, quando al loro interno custodiscono ancora energia sufficiente per alimentare apparecchi meno voraci sul piano energetico. Cambiare un poco le nostre abitudini sarebbe un piccolo passo per riconciliarci con la natura.";}}

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