MIT sviluppa protesi robotiche di ausilio al lavoro

Gli accessori robotici hanno un grande futuro, se gli sforzi di ricerca condotti negli ultimi anni non sono stati un buco nell’acqua.

La maggior parte delle protesi robotiche di cui si è parlato negli ultimi tempi sono state progettate per la sostituzione di arti mancanti negli individui, ma il MIT sta dimostrando che i progressi nel comparto potrebbero spingere l’orizzonte verso nuovi lidi, con vere aggiunte al corpo umano di estensioni capaci di aiutare in vari ambiti, anche quando si è perfettamente sani.

Powered Jacket MK3: esoscheletro evoluto

La mente, a questo punto, corre a certi fumetti, tradotti in ambito cinematografico, ma qui stiamo parlando di una realtà che potrebbe presto guadagnare la via del mercato. L’obiettivo del MIT è quello di usare i progressi nella robotica per consentire alle persone di avere un ausilio in azioni complesse, difficilmente eseguibili da un singolo soggetto.

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Il primo frutto di questo impegno è un esoscheletro parziale, ancorato al busto, con bracci motorizzati connessi a un modulo centrale, che funziona come un’estensione del corpo, per consentire all’utente di eseguire in modo più agevole certe operazioni.

L’intero sistema pesa solo 5 chilogrammi e permette al momento soltanto di mantenere gli oggetti al loro posto, senza offrire un aiuto concreto alle altre operazioni, ma il supporto torna davvero utile in certi interventi.

Accelerometri e giroscopi misurano l'orientamento del corpo e prevedono come e in quale posizione il braccio robotico deve essere posizionato. Si tratta chiaramente di un primo step, che vuole aprire la strada ad altre opzioni, ma il suo ausilio può essere già comodo in questa forma, come documenta il video che accompagna il post.

Via | Generation-nt.com

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