Gramofon, intervista a Martin Varsasky di FON

Martin Varsavsky spiega lo sviluppo del suo Gramofon e le ragioni che rendono questo progetto estremamente interessante per chi ama la musica e non ha problemi a mescolare vita reale e social media.

Abbiamo potuto fare una chiaccherata con Martin Varsavsky, che ci ha fatto vedere da vicino (per quanto in videoconferenza) il nuovo prodotto che FON intende mettere sul mercato. Il Gramofon, recentemente sbarcato su Kickstarter, è quello che potremmo definire un social media router.

Un Gramofon è un’unione di due diversi device - da un lato c’è un router, la Fonera di FON, dall’altro, abbiamo una semplice, economica e razionale CPU che gestisce una distro super-leggera di Linux fatta apposta per collegarsi ai nostri device mobile e a un impianto stereo per creare un ponte tra Spotify e altre app e servizi e gli speaker di casa nostra.

Come ci ha fatto vedere Martin, una volta che un device ha ottenuto l’accesso alla nostra rete Wi-Fi e si è collegato al Gramofon grazie alle sue credenziali di Facebook, esso è subito in sync con il Gramofon e con tutti gli altri apparecchi a lui collegati. Le canzoni si cambiano e si gestiscono tramite Spotify, e sia gli smartphone e tablet Android che iOS possono vedere qual’è la lista di riproduzione e interagire con essa allo stesso momento.

Abbiamo chiesto a Varsavsky di parlarci di questa sua idea, e abbiamo scoperto parecchio.

L’intervista


martin-varsavsky

Gadgetblog: Il Gramofon è un router e un controller remoto per i nostri speaker. Durante il suo sviluppo è rimasto segreto - siamo piuttosto curiosi di saperne di più.

Martin Varsavsky: Il Gramofon è un gadget che fino ad ora non è mai esistito. Ci sono altri apparecchi che fanno cose simili, ma solo in parte. Qualcuno ha detto che il Gramofon è come un Apple TV per la musica. In parte è vero perché è differente dal Bluetooth. Non è il vostro smartphone a riprodurre la musica e spedirla al device, ma è il Gramofon. È anche un po’ come un Chromecast per il sound, e infatti quando chiedi un video a YouTube e lo mandi sul Chromecast, non è il tuo device Android a riprodurlo, ma il Chromecast stesso ad accedere a YouTube. Il Gramofon funziona esattamente alla stessa maniera. Ed è per questo che non ci sono conflitti tra un gran numero di gadget che controllano la musica tutti allo stesso tempo grazie al Gramofon.

Martin a questo punto porta la webcam fino a tre device mobile, due tablet, uno smartphone Android e un iPhone, e fa vedere come tutto è sincronizzato. Quando si cambia canzone, cambia per tutti i display allo stesso tempo. Se si preme stop su uno di essi, la musica si ferma.

Devono essere tutte connesse al Wi-Fi, e autenticarsi con Facebook. Ma questo tipo di sync facile non si potrebbe mai fare con il Bluetooth o AirPlay, ma è facile per il Gramofon perché è una piccola macchina Linux, e tutti gli altri device non fanno altro che mandargli ordini. E la cosa migliore è che non c’è interfaccia, nessuna app da scaricare. Gli utenti ce l’hanno già sul loro smartphone: è Spotify, che può controllare il Gramofon senza problemi.

gramofon

Gadgetblog: Interessante. Ci sono altri servizi o app che possono fare questo per il Gramofon?

M.V.: sul Kickstarter vedrai solo Spotify (e Facebook per le credenziali). Nel futuro prossimo ci sarà SoundCloud, che arriverà in pochi mesi. C’è anche una app che si chiama semplicemente “The Gramofon App”, che stiamo sviluppando noi e che funziona come Spotify in collaborazione con Facebook. In questo caso la musica proviene da un servizio statunitense chiamato WahWah.

Gadgetblog: abbiamo letto sul suo blog che FON aveva l’intenzione di trattare il Gramofon come una startup indipendente, non come un progetto interno. Stavate anche cercando un CEO per questa startup - come sono andate le cose?

M.V.: Volevamo farlo, ma alla fine ci siamo decisi a farlo come un progetto interno a FON, anche se fatto da un team separato. È iniziato tutto a New York, dove insegnavo alla Columbia University e ho costituito il primo team. Poi ho creato un team separato a Bilbao, e abbiamo finito per passare a Madrid dove abbiamo riunito il progetto.

Gadgetblog: lei era coinvolto direttamente con il progetto Gramofon?

M.V.: sì, sono io la persona che ha avuto l’idea e ha costruito il team. Io sono il CEO di FON ma sono anche il chief product designer. Ho immaginato il concetto di riunire il Wi-Fi e il cloud music player, in modo da creare un apparecchio per la social music da far funzionare con la nostra community di social Wi-Fi.

L’idea è che quando si invitano degli amici a casa la prima cosa che si fa è di condividere il Wi-Fi, e la condivisione del Wi-Fi e della musica sono i due servizi che più o meno tutti desiderano quando sono a casa di un amico.

Gadgetblog: che cosa ne pensa della possibile competizione, come il Chromecast o la futura Android TV, o gli alti device Amazon o Apple che hanno funzioni similari? Il mercato del Gramofon sarà un campo di battaglia?

M.V.: Io ritengo di essere in competizione diretta quando ci troviamo di fronte a un consumer che ascolta musica direttamente dalla TV. Però c’è da dire che la maggior parte delle persone non ascolta musica dalla sua televisione, non la accende solo per quello. Diciamo che in America un’Apple TV su cui gira Pandora è un prodotto in competizione. Però né lei né un Chromecast sono social, gli amici non si possono connettere a essi. Sono prodotti pensati per una sola persona, perché generalmente si combatte per il controllo del telecomando, ma la musica invece si sceglie in gruppo sul Gramofon, si mette in una coda di riproduzione come una sorta di jukebox.

Gadgetblog: è una feature piuttosto simile a quella che avrebbe dovuto caratterizzare il Google Nexus Q, quella strana “sfera nera” che non ha mai visto la luce.

M.V.: hai ragione, assomiglia a quel prodotto. Ma quel prodotto non è mai uscito e c’è una differenza: il Gramofon costerà $50, contro $300. Inoltre il mio device lavora nativamente con Spotify, non servono altre app. Comunque non sapevo molto del Nexus Q, non siamo andati a guardarlo per poi inventare il Gramofon, mi sono venuti a parlare della sua esistenza in seguito. Se fosse uscito, sarebbe sicuramente stato più vicino al Gramofon di qualsiasi altra cosa in commercio. Personalmente ritengo che il nostro design è migliore, per non parlare del prezzo. Per me il Gramofon sta al Nexus Q come l’iPod sta al Newton.

Gadgetblog: avete iniziato lo sviluppo con il Raspberry Pi. Avete un processore più potente, adesso?

M.V.: Avevamo bisogno di un chipset per lavorare con il Wi-Fi e la musica, e quello che usiamo è meglio del Raspberry Pi non perché è più veloce, ma perché il design è specializzato per il Gramofon. Il Pi ha cose che non ci servono, come la connessione HDMI, ma era perfetto per i prototipi. Abbiamo cercato qualcosa di più efficiente, soprattutto volendo restare attorno ai $50.

Gadgetblog: il Gramofon sarà soggetto a update regolari via internet?

M.V.: Sì, certamente: sarà aggiornato in remoto costantemente. Vogliamo migliorarlo ancora e ancora, continuando a lavorare su di esso. Possiamo fare il flash del firmware letteramente ogni notte.

Gadgetblog: il Gramofon è anche un Fonera?

M.V.: Sì. Se guardi a un panino al prosciutto, il network FON è il pane e il formaggio, e il Gramofon è il prosciutto.

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