Google Android TV in arrivo? Ecco come Mountain View vuole entrare in salotto

Google vuole creare un device per portare una TV smart ancora più bella e facile da usare della Apple TV nelle case dei suoi utenti, rivela in anteprima The Verge.

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Ci sono stati pochi fallimenti duri come quello della Google TV per la corporation di Mountain View, ma c’è stato un risvolto positivo: i fondi non mancano a Google per riprovarci con tutto il bagaglio di know-how precedente, in un mercato che sembra molto più ricettivo di quello del 2012.

The Verge ha diffuso in esclusiva i primi elementi conosciuti su una nuova piattaforma che Google ha scelto di chiamare semplicemente Android TV. Si tratta proprio di quello che pensate, un contenitore per serie TV, film, app e quant’altro sia in grado di usare un televisore su cui gira il sistema operativo che ha reso Google grande nel mercato mobile.

Android TV, quello che c’è già, ma fatto meglio


Secondo quello che dicono gli insider, dei produttori di app piuttosto importanti stanno già lavorando per il porting dei propri servizi verso Android TV, che non è un tentativo di trasformare un televisore in un tablet, ma semplicemente una tecnologia usata per far fare meglio alla TV quello che già fa: darci contenuti che vogliamo vedere.

“Si tratta di una interfaccia per l’entertainment, non una piattaforma per il computing” dice Google, ed è evidente il tentativo di rendere allettante per i consumer il suo futuro pacchetto televisivo smart.

Google vuole quindi sfidare non solo le interfacce che hanno presentato i brand della tecnologia come Samsung, Sony e LG, ma anche e soprattutto i set top box come Apple TV, Roku e il nuovissimo Amazon Fire TV. Tutto questo non sarà un impegno micidiale per Google, che sfrutterà il suo sistema operativo Android, diventato progressivamente più leggero e flessibile. Android TV, pare, dovrà proprio essere una scatoletta, un device fisico da connettere al televisore e al Wi-Fi.

Interfaccia utente


Da quello che ci è dato vedere Android TV userà una serie di card che ricordano un po’ l’esperienza di Google Now o del social network Google+, ma che è anche molto vicino all’attuale Google Play Store. Perché confondere gli utenti, dopo tutto?

Le card potranno essere mosse in giro con un telecomando, e film, app, giochi e serie TV saranno disposte su una serie di “scaffali”, identificate dalla loro copertina come in un qualsiasi store online.

Si navigherà tutto con un controller a quattro direzioni, un tasto Back, un tasto Enter e un tasto Home - effettivamente stiamo descrivendo il tipo di interfaccia più comune in assoluto presso qualsiasi dispositivo consumer, con la differenza che qui l’esperienza visuale è fluidissima, intuitiva e potente. Sarà anche possibile controllare tutto a voce, dato che Google ha già molta esperienza grazie a Google Now.

Google sta cercando in tutti i modi di rubare ad Apple il proprio “fattore wow”, anche a livello di marketing le descrizioni non fanno che citare quanto Android TV sia destinato ad essere “semplice e magico”. Chiaramente, però, alle spalle di questa semplicità rimarrà disponibile tutta la potenza dei servizi creati da Google. Oltre all’inevitabile Play Store, sarà possibile usare anche Hangouts per le videochiamate e ovviamente interagire con la ricerca di Google Search.

Con l’aggiunta di altre app (che noi purtroppo in Italia ci possiamo ancora solo sognare) come Vevo, Netflix, Hulu e così via Android TV diventerà sicuramente un perno per la vita digitale dei suoi utenti - sempre che riesca a trovare supporto e non fare la fine del suo antenato, Google TV.

E il Chromecast?


C’è un problema di fondo a questo “meraviglioso piano”. Il Google Chromecast, un device che Google ha iniziato a vendere da poco anche in Italia al costo di 35€ avrebbe dovuto avere molte delle funzioni promesse da Google con Android TV.

Evidentemente i piani sono cambiati, ma non possiamo che considerare assurda la tendenza di Mountain View a buttare via i loro progetti senza neppure voltarsi indietro, ignorando le grandi promesse fatte in precedenza.

Quella dell’abbandono del Chromecast è una speculazione, tuttavia. Eppure, se Google continuerà a tener viva la piccola chiave smart HDMI, costringerà gli sviluppatori a produrre le stesse app per due piattaforme simili, ma diverse, una delle quali ora come ora risulta molto meno attraente.

Via | The Verge

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