ESA testa due moduli robot per la missione su Marte

L’ESA testa due rover per le missioni negli altri pianeti del sistema solare. Si tratta di veicoli-robots ad alto contenuto tecnologico.

La NASA non sarà più l’unica agenzia spaziale ad avere una sonda robot sulla superficie di Marte. In tempi relativamente brevi anche l’ESA potrà giovarsi sul “pianeta rosso” dei servizi di un rover, veicolo costruito e guidato in remoto dall’uomo, per acquisire campioni di terreno finalizzati all’attività di ricerca degli scienziati.

L’Agenzia Spaziale Europea ha già sollevato il velo sui due esemplari di studio, battezzati Bridget e Bryan, che prefigurano il modello destinato alla missione spaziale del Vecchio Continente, attesa allo sbarco su Marte nel 2018.

Test già iniziati

rover

I due moduli usati come prototipi, per i test e le sperimentazioni preliminari, fanno parte del programma ExoMars, il cui obiettivo finale è quello di raccogliere campioni di roccia marziana, per fare il loro ritorno sulla Terra entro un decennio.

Perché tutto funzioni bene, occorre che i test simulino al meglio gli scenari operativi. In tal senso va letto va letta con favore la notizia della scelta, per la fase di sperimentazione, di “Mars Yard”, un’area che riproduce in laboratorio le condizioni del suolo marziano.

Obiettivi di alto valore scientifico

I due rover dovranno dimostrare di avere la tempra giusta per la missione e di essere in grado di eseguire operazioni di perforazione sulla superficie del pianeta da esplorare. A conclusione di questa fase di verifica, si inizierà a lavorare sul modulo robotico finale, destinato all’imbarco.

L’obiettivo è quello di disporre di un efficiente strumento per sondare il terreno almeno oltre i due metri di profondità, per prelevare campioni da inviare sul nostro pianeta, con finalità di studio e di ricerca. Una prima analisi verrà fatta direttamente su Marte, tramite un robot integrato.


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Via | Generation-nt.com

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