Internet of Things e privacy, gravi problemi con i device casalinghi connessi

Degli elettrodomestici intelligenti che comunicano con noi sono un sogno - ma possono rapidamente diventare un incubo quando ci rendiamo conto che diventano una rete che segue ogni nostro movimento.

Abbiamo visto al CES 2014 un fiorire di applicazioni di domotica connessa al web e ai nostri device mobile, come ad esempio il microscopico mini PC Intel Edison. La corporation, per fare qualche esempio interessante, ci ha presentato una nursery in cui il vestitino del bebè, lo scalda biberon e la tazza del caffè di mamma erano tutte collegate per monitorare, attivarsi secondo gli stimoli ricevuti e fornire notifiche.

Possiamo anche immaginarci una realtà in cui le porte si aprono da sole, le luci di casa ci seguono e possiamo controllare il contenuto del frigo quando ci imbarchiamo sull’aereo per tornare a casa da un lungo viaggio. Tutto ciò, tuttavia, è molto problematico per la nostra intimità, per la privacy, insomma.

Servono delle regole


Per quanto ci siano anche troppe realtà che vorrebbero un mercato completamente libero di agire, ci sono già delle autorità al lavoro sui regolamenti per limitare il più possibile gli abusi.

La Federal Trade Commission statunitense, per esempio, sta valutando come agire senza andarci con la mano troppo pesante. Ci sono già norme che puniscono chi inganna gli utenti o li danneggiano.

Il problema, insomma, è di lana caprina, e la tecnologia potrebbe ancora svilupparsi in direzioni completamente imprevedibili e quindi essere danneggiata da regole troppo severe.

Il più grande problema sono gli hacker


Oltre a preoccuparci dell’invasione della privacy da parte dei brand, dobbiamo anche essere consapevoli che le falle nella sicurezza dei device che popoleranno la nostra casa metteranno la nostra vita privata a disposizione dei cybercriminali.

Considerata la scarsa propensione dei brand a fare gli aggiornamenti, comprare troppi apparecchi “smart” vuol dire circondarsi di nuovi vettori di attacco con firmware datati e vulnerabili, non mantenuti, facili da penetrare.

Cambiamo la nostra TV e il nostro frigo dopo anni e anni di uso. Se le case lo allacciano alla Rete ma non lo proteggono costantemente, diventa un pericolo per i nostri dati - e chissà per cos’altro. La soluzione che offrono i brand è sempre la stessa: comprare un elettrodomestico nuovo ogni anno, due anni al massimo. Non credo che molti di voi siano disposti ad accettarlo.

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