Robot danzano e cantano in un vecchio reattore nucleare di Stoccolma

Si chiama Opera Mecatronica ed è un singolarissimo show di scena in un altrettanto insolito "teatro", il reattore nucleare R1 in disuso dal 1970, che è diventato la sala espositiva del Royal Institute of Technology di Stoccolma.

In questa surreale e particolare scenografia, si esibiscono cantanti e ballerini dalle strane caratteristiche: non si tratta infatti di persone, bensì di robot, curiosamente sospesi, dalle proporzioni gigantesche o capaci di performance senza precedenti.

In un connubio quanto meno originale, si ritrovano così a convivere un pezzo di storia della Svezia, una stimolante tradizione musicale lirica e classica rivisitata in chiave moderna e un'avanzata tecnologia, che mira a emulare umani e animali, pur in un contesto e in un modo piuttosto evanescenti.

Nel video si può ammirare una parte dell'esibizione di Olimpia (che se ricalca fedelmente l'opera a cui si ispira è da pronunciarsi alla francese, dove però si chiamava, per la precisione, "Olympia"), un robot sospeso nell'aria, alto 3 metri e fatto di materiali di scarto: Olimpia danza e canta una curiosa rivisitazione della famosa "Aria della bambola" da "I racconti di Hoffman" di Jacques Offenbach, dove l'omonima protagonista del primo atto è di fatto proprio una bambola meccanica che sembra vera, tanto che uno degli altri personaggi se ne innamora, salvo poi doverla ricaricare per poterla sentir cantare ancora. Una meta-rappresentazione, filosoficamente interessante, che esprime tutta la singolarità del progetto.

Un altro robot presente all'esibizione si chiama Robocygne e la sua performance si svolge ovviamente sul celeberrimo balletto Il Lago dei Cigni di ?ajkovskij in versione elettroacustica; Robocygne ha già fatto parlare di sè dopo la sua presentazione a settembre scorso al Swedish Book Fair di Gothenburg, dove pare sia riuscito a commuovere il pubblico.

Curioso pensare che un robot possa far commuovere; questo implicherebbe che è dotato di talento. Oppure si tratta soltanto del riflesso delle capacità dei suoi creatori? Rimane però un fatto: se per complice si possiede una musica eterna, capace di suscitare emozioni senza tempo, anche se rivisitata in versioni moderne, provocare sensazioni forti è più facile. Mai, però, come ascoltare cantata dal vivo l'Aria della bambola, che può mettere a dura prova le corde vocali degli esseri umani femminili; ma forse non "quelle" di un robot.

Via | Popfiction

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