Tianhe-1A, il supercomputer più veloce del mondo è cinese


E infine accadde: la Cina ha superato gli USA, almeno nell'allestimento del supercomputer più veloce del mondo, rubando il primato alla macchina situata nell' Oak Ridge National Lab in Tennessee. Si chiama Tianhe-1A la macchina ora più veloce del mondo, e si trova al National Supercomputer Center di Tianjin.

La lista aggiornata delle 500 macchine più veloci del mondo uscirà soltanto il primo novembre prossimo, ma Jack Dongarra, informatico dell'Università del Tennessee incaricato di stilare la classifica, è già sicuro che il primo posto del podio toccherà questa volta ai cinesi e non più agli americani.

La Tianhe-1A cinese è in grado di supportare 2.507 petaflops, secondo il LINPACK benchmark, il sistema di misurazione delle operazioni in virgola mobile, contro i 2.3 della Cray's XT5 o Jaguar americana: considerando che un petaflops è uguale a un milione di miliardi di istruzioni/calcoli al secondo, si tratta di uno scarto considerevole. Tuttavia, si tratta di numeri irrisori, se si pensa che le previsioni danno per certi 10 petaflops raggiungibili da una sola macchina entro il 2012.

Il supercomputer ormai destinato ad essere conosciuto come il più veloce del mondo dunque, utilizza 7168 NVIDIA Tesla M2050 GPU e 14336 Intel Xeon CPU, per un consumo tuttavia molto efficiente pari a 4.04 megawatts.

L'importanza di questi supercalcolatori è presto spiegata: la loro potenza infatti è in grado di risolvere problemi fondamentali per interessi nazionali in settori quali la difesa, l'energia, la finanza e la scienza; si tratta quindi di macchine necessarie a concorrere al progresso e allo sviluppo di interi Paesi, capaci anche di misurarne dunque il grado di avanguardia e di stabilirne le basi per il futuro economico.

La Cina ha preso molto seriamente la questione e, come solo i cinesi sanno fare quando qualcosa sta loro a cuore, si sono impegnati molto per raggiungere questo risultato. Un obiettivo che fa loro onore, ma che forse getta un'ombra sulle nostre convinzioni occidentali e ci riporta bruscamente alla realtà: l'Oriente sta progredendo sempre più in fretta rispetto all'Occidente. Potrebbe non essere necessariamente un fattore negativo, ma è sicuramente parte di una delle visioni catastrofiche e apocalittiche del nostro tempo. Fondate? Mah, soltanto il futuro potrà risponderci.

E' pur vero che le migliaia di processori e componenti del Tianhe-1A sono di produzione americana, ma l'ingrediente che ha conferito al supercomputer cinese la vittoria è un'avanzata tecnologia di rete tutta orientale, sviluppata appunto dai ricercatori cinesi. Potrebbe essere invece questa formula l'anticamera (metaforica ma poi nemmeno troppo) di una collaborazione proficua per entrambi i lati del mondo?!?

[Via Engadget]

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